Alla vigilia del Festival Alta Felicità, in programma da domani a domenica 26 luglio a Venaus, ed in vista soprattutto dei cortei e manifestazioni No Tav, la Prefettura sceglie la linea dura. Al termine di diversi incontri che si sono svolti negli scorsi giorni, sono state adottate una serie di regole per rafforzare la vigilanza e l'integrità del cantiere della Torino-Lione.
Stop ai mezzi pesanti
Nello specifico è stato vietato l’accesso e/o la sosta nelle strade e nei prati vicino all'area dei lavori, per prevenire intrusioni e danni. Sabato i mezzi pesanti non potranno passare lungo alcuni tratti dell'A32 e delle statali 24 e 25, con l’obiettivo di preservare la sicurezza stradale.
Stop al vetro
Vietato poi indossare passamontagna o altri indumenti che coprono il viso, così come la detenzione di fumogeni o petardi. Inoltre, i sindaci dei territori della Val Susa dove si svolge il festival ed altri eventi sono stati invitati ad adottare ordinanze di divieto di vendita per asporto e detenzione di birra o alcol e altre bevande in bottiglie di vetro.
Ma i controlli sono già iniziati negli scorsi giorni: le forze dell'ordine stanno già effettuando posti di blocco ai caselli autostradali all’altezza di Sant’Ambrogio di Torino, lungo il percorso verso il Festival.
AVS all'attacco
"Perquisiscono auto e zaini - denunciano la capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale, insieme al vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi - delle persone che in queste ore stanno raggiungendo la zona del campeggio. Perquisizioni e controlli stanno avvenendo anche alla stazione di Porta Nuova a Torino a chi prende il treno per Susa, oltre a schedature a tappeto con tanto di fotosegnalazione"
"Tutti provvedimenti - commentano i due esponenti d Alleanza Verdi Sinistra - effetto dei pacchetti Sicurezza del governo Meloni, che rispondono a una logica di repressione preventiva inaccettabile". "Alta Felicità è un momento di festa, dissenso e discussione a cui chiunque ha il diritto di partecipare. Non accettiamo che questa diventi l'ennesima occasione di militarizzare la Valle e punire l'esercizio dei propri diritti costituzionali" concludono Grimaldi e Ravinale.