Prima i lavori del teleriscaldamento, poi quelli del manto stradale. "E oggi - protesta il capogruppo di Fdi, Massimo Di Miscio -, sono in corso ulteriori scavi". Tre rotture in un anno e mezzo. Troppe, secondo il consigliere che ha portato il caso di via Chambery all'angolo con via Bevilacqua, in Consiglio di Circoscrizione 3.
Una situazione che esaspera i residenti, costretti ancora una volta a convivere con restringimenti della carreggiata, decine di parcheggi soppressi e disagi alla circolazione, e che finisce per accendere lo scontro politico in Circoscrizione 3. L'interpellanza, nata per chiedere chiarimenti sull'ennesimo intervento, si è trasformata nel giro di pochi minuti in un duro confronto sulla gestione dei cantieri cittadini, conclusosi (e nessuno lo aveva previso) addirittura con la caduta del numero legale durante la seduta. E con il conseguente rinvio di qualche punto strategico, come la calendarizzazione delle feste di via del secondo semestre del 2026.
La terza rottura in un anno e mezzo
Ma andiamo per ordine. In primis l'attacco di Di Miscio che ha ripercorso la cronologia degli interventi. I primi lavori, infatti, risalirebbero all'aprile 2024, quando il manto stradale è stato aperto per la posa del teleriscaldamento. Nel 2025 nuove rotture nella stessa area, con un cantiere protrattosi per circa sei mesi e pesanti ripercussioni sulla viabilità e sulla possibilità di parcheggio.
Da una ventina di giorni, però, gli operai sono tornati nuovamente all'opera nello stesso punto. Una situazione che, secondo il consigliere, smentisce nei fatti quanto annunciato nei mesi scorsi sulla cosiddetta "cabina di regia" incaricata di coordinare gli interventi sui sottoservizi proprio per evitare continui scavi sulle stesse strade.
La risposta che non convince
A far inalberare i consiglieri di Fdi (compreso Stefano Bolognesi) è la risposta scritta dell'Ufficio Tecnico circoscrizionale. L'intervento, si legge nella relazione, è necessario per completare i collegamenti della rete di teleriscaldamento già realizzata lungo corso Brunelleschi e via Chambéry, con attraversamento di via De Sanctis.
Con una precisione a latere: per quanto riguarda il coordinamento dei cantieri viene precisato che la competenza non appartiene alla Circoscrizione ma alla Regia Cantieri comunale.
Cinquanta posti auto cancellati
Tra i punti sollevati da Di Miscio c'è anche l'impatto del cantiere sulla sosta. "Per consentire i lavori sono stati eliminati almeno cinquanta posti auto in una zona già caratterizzata da una forte carenza di parcheggi".
Non solo. L'incrocio tra via Chambéry e via Bevilacqua risulta particolarmente critico sotto il profilo della sicurezza stradale, con una configurazione viaria modificata che aumenterebbe il rischio di incidenti.
Lo scontro in aula
Quel che segue è un confronto (acceso) tra Di Miscio e il coordinatore alla Viabilità, Marco Titli, che dalla sua ha cercato di difendesi dalle accuse rivolte dalla minoranza. A vestirsi da pompiere la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, che ha cercato di riportare il confronto su un piano istituzionale proponendo di convocare una commissione dedicata all'organizzazione e al coordinamento dei cantieri.
"L'ottimizzazione dei cantieri va approfondita - ha spiegato Troise - e vogliamo capire come si muove la Regia Cantieri". Un salvataggio in corner che non è bastato a garantire il proseguimento del Consiglio. Con soli 11 presenti in maggioranza, Fdi ha avuto gioco facile nel far cadere volutamente il numero legale. "Ma il numero legale deve assicurarlo la maggioranza, non noi", ha dichiarato Di Miscio.