Passo in avanti decisivo per la rete della socialità nei quartieri di Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento e Vallette. La commissione competente della Circoscrizione 5 ha dato il via libera al percorso che segna l'avvio di una vera e propria nuova stagione per i Centri d’Incontro territoriali, aprendo le porte alla gestione condivisa con il mondo del terzo settore.
Fine dello scetticismo: la risposta del territorio
Il nodo centrale della riforma risiede nell'applicazione del Regolamento comunale 372, lo strumento che permette di affiancare le realtà associative locali alla gestione pubblica delle strutture. Nonostante le perplessità e i timori della vigilia - con diverse voci critiche che ipotizzavano un avviso pubblico destinato ad andare deserto -, il bilancio finale racconta una storia diversa: sono ben 11 le associazioni che hanno scelto di candidarsi e mettersi in gioco.
Un numero non casuale, che coincide esattamente con il totale degli spazi presenti sul territorio della 5, una quota che da sola rappresenta la metà di tutti i Centri d'Incontro della Città di Torino.
Un nuovo modello: orari estesi e integrazione generazionale
L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione di via Stradella è quello di superare un modello gestionale che, pur avendo garantito negli anni la continuità dei servizi, rischiava di ingessare le potenzialità di crescita degli spazi. Con il nuovo assetto si punta a trasformare le strutture in nodi culturali e sociali aperti dalla mattina alla sera. Non più solo punti di ritrovo tradizionali per la terza età, ma presìdi vivi in grado di far convivere attività per i giovani, supporto alle famiglie, iniziative ricreative ed eventi culturali.
L'orgoglio della Giunta: "Investiamo nella coesione sociale"
A tracciare il bilancio politico dell'operazione è il vicepresidente della Circoscrizione 5, Antonio Cuzzilla, che non nasconde la soddisfazione per il traguardo raggiunto: "Siamo riusciti a dare concreta attuazione a una visione in cui abbiamo creduto fin dal primo giorno. Valorizzare questi 11 centri significa investire direttamente nella coesione sociale e nella qualità della vita dei nostri quartieri".