Politica - 30 luglio 2026, 18:42

È scontro sull'assestamento di bilancio in Regione: lo scoglio dei 500 emendamenti (prima delle ferie)

L'assessore Tronzano rivendica la correttezza dei conti e la trasparenza del confronto, ma le minoranze attaccano: "Gestione confusa, tagli alla sanità e una vergognosa spartizione a favore di pochi"

Immagine d'archivio

Battaglia aperta in Consiglio regionale del Piemonte dove la discussione generale sull’assestamento del bilancio di previsione finanziario 2026-2028 si è trasformata in un muro contro muro. I lavori riprendono domani con l’esame del provvedimento e uno scoglio di ben 513 emendamenti da superare. Minoranze sulle barricate con un’aspra critica sia sui contenuti sia sulla gestione dell'iter d'aula da parte del centrodestra.

La stoccata delle capigruppo

"La discussione sull’assestamento di bilancio dovrebbe rappresentare uno dei momenti più importanti dell’anno per la nostra Regione – dichiarano in una nota congiunta le capigruppo delle opposizioni Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (AVS), Sarah Disabato (M5S) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa) –. È il passaggio nel quale cittadini, Comuni, consorzi, enti del Terzo settore e le stesse aziende sanitarie attendono risposte concrete e risorse indispensabili per programmare interventi e servizi. Purtroppo, ciò che stiamo osservando in Aula è ben lontano da questo scenario: interruzioni continue, documenti cambiati in continuazione e mai pronti, rinvii senza motivazione".

La stoccata delle capigruppo si concentra poi sul merito delle risorse e sui servizi essenziali per i cittadini.

"Denunciamo una gestione confusa e poco rispettosa da parte della maggioranza: i piemontesi aspettano risorse, e le aspettano con legittima ansia – incalzano Pentenero, Ravinale, Disabato e Nallo –. Le nostre aziende sanitarie hanno appena ricevuto una serie di obiettivi che, di fatto, rappresentano tagli significativi con cui dovranno fare i conti. Cirio prova a spacciare come 'alleggerimento' un micro-sconto Irpef che vale in media 10 euro all’anno e che vedremo forse nel 2028: in realtà tradisce la promessa fatta ai cittadini di abbassare le tasse e accetta una vergognosissima spartizione. In questo contesto, infatti, la maggioranza presenta emendamenti dell’ultimo minuto, privi di una visione complessiva".

Il nodo su salute mentale e diritto allo studio

Le opposizioni pongono l'accento anche sui settori sociali finora rimasti esclusi dai finanziamenti della manovra.

"Diversi impegni già assunti in sede di bilancio – dalla salute mentale ai disturbi alimentari, fino al diritto allo studio – non trovano alcuna traduzione concreta nell’assestamento – denunciano Pentenero, Ravinale, Disabato e Nallo –. Avevamo chiesto attenzione per le famiglie che vivono nelle aree marginali, per i bambini con disturbi dell’apprendimento, per chi affronta situazioni di fragilità e per i voucher B. Anche su questo non c'è ancora nulla di certo. Per il centrodestra le risposte alle esigenze riguardano solo pochi eletti. Vogliamo rimarcare, invece, che dovrebbero riguardare tutti i Comuni piemontesi. Ogni territorio ha problemi urgenti e merita risposte chiare e strumenti adeguati".

"Serve un cambio di passo"

Le opposizioni annunciano così battaglia nell'esame dei singoli provvedimenti per correggere la rotta del bilancio regionale.

"È necessario un cambio di passo. Non è rispettoso nei confronti di nessuno gestire un assestamento in questo modo – concludono le rappresentanti di Pd, AVS, M5S e Stati Uniti d’Europa –. Questo assestamento porta con sé incertezze e scelte improbabili, che non aiutano la nostra comunità. Proveremo a cambiarlo con i nostri emendamenti di merito e con ordini del giorno che non sono 'emozioni', come li ha chiamati Cirio, ma impegni che riguardano la non autosufficienza, la crisi idrica, la cultura, i voucher scolastici, le case popolari, i problemi dell’agricoltura e dei trasporti”.

Tronzano blinda la manovra

A blindare la manovra ci ha pensato l’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano, respingendo le accuse sulle perdite di tempo in Aula: "Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi: le risorse rinviate al secondo semestre sono state riallocate esattamente come promesso. La pausa tecnica della discussione è servita solo ad attendere il parere della Corte dei Conti e la parifica, passaggio necessario per la regolarità dei conti. Abbiamo ascoltato con pazienza le richieste delle opposizioni, il confronto c'est stato ed è stato trasparente. Anche la scelta di spostare le votazioni risponde solo a un criterio di metodo, per valutare con attenzione il numero e la portata degli emendamenti presentati".