Per la colonia felina nel cantiere delle ex OGM la soluzione è una casetta mobile. Nell'enorme area in riqualificazione situata in via Cuneo, tra corso Vigevano, via Carmagnola, corso Vercelli e via Damiano vivono infatti moltissimi gatti - è complicato stimarne il numero - ed è necessario metterli in salvo, per la loro salute e per la sicurezza del cantiere.
A spiegare la strada da prendere è stata la Responsabile dei Servizi per l’Ambiente e Tutela Animali del Comune, Elena Guttaiano, in commissione Ambiente della circoscrizione 7, dopo un sopralluogo effettuato dagli uffici insieme alle proprietà delle aree, alle ditte che si occupano dei lavori e alle volontarie che danno da mangiare alla colonia, che ancora non è riconosciuta ufficialmente.
Concentrare i gatti in un numero ridotto di punti
Come spiegato da Guttaiano, per poter censire al meglio la colonia, e magari renderla ufficiale, è necessario concentrare i gatti dispersi sugli oltre 70 mila metri quadrati di superficie in un numero ridotto di punti, visto che al momento risultano dispersi nell'intera zona. Per questo, e per garantire loro maggiore sicurezza, sarà costruita una struttura dove i gatti potranno essere nutriti e monitorati.
Questa struttura sarà simile a quella adottata in altre colonie feline della città, come quella della vicina ex Astanteria Martini, realizzata durante i lavori di riqualificazione che l'ha trasformata in casa e ospedale di comunità. La struttura seguirà l'evoluzione del cantiere, spostandosi lungo il perimetro esterno a mano a mano che i lavori andranno avanti. Ad occuparsi della sua realizzazione saranno le due proprietà dei terreni, coordinati dall'Ufficio Tutela Animali, come da regolamento comunale.
L'articolo 36 del Regolamento per la tutela e il benessere degli animali, infatti, dispone che, in caso di lavori edili, spetti a chi effettua i lavori di prevedere "a proprie cura e spese, prima dell'inizio dei lavori e in fase di progettazione", un'idonea collocazione temporanea o permanente per le colonie feline presenti sull'area interessata.
I gatti, se possibile, dovrebbero essere collocati vicino al cantiere e dovrà essere permesso ai volontari che se ne occupano di poter nutrire gli animali. Nel caso delle ex OGM, la volontaria che si occupa della colonia, la signora Maria Antonietta Rossi, potrà dare da mangiare ai gatti esclusivamente dall'esterno del cantiere, per motivi di sicurezza.
Coordinamento tra città, ditte e proprietà
L'articolo 36 prevede infine che, al termine dei lavori, gli animali dovranno essere rimessi sul loro territorio di origine o in un luogo immediatamente adiacente, in spazi idonei e sicuri. Nel frattempo, l'Ufficio della città si coordinerà con le ditte di lavori e le proprietà, che si sono mostrate ampiamente disponibili a cooperare, e con il canile della città per il recupero di gatti malati, dei cuccioli e dei mici da sterilizzare. Ad oggi sono state più di 30 le sterilizzazioni effettuate nella colonia e alcuni cuccioli sono già stati dati in adozione. È possibile che alcuni gattini si nascondano nei cunicoli del cantiere, e le imprese edili si sono dette disponibili a una videoispezione.
I consiglieri di opposizione di Fratelli d'Italia Patrizia Alessi e Daniele Moiso e del Movimento 5 Stelle Francesco Lauria hanno chiesto che il sopralluogo venga effettuato anche in presenza della commissione consiliare competente. "La colonia è seguita da anni - ha commentato Alessi - ma non è mai stata censita: col censimento si avrebbe una visuale più completa di quello che avviene in quell'area. L'interesse è nato solo quando sono state rimosse le casette dove si riparavano i gatti, ma secondo il regolamento comunale spettava a chi fa i lavori di trovare una collocazione per gli animali, a sue spese e in fase di progettazione".
Lauria (M5S): "Impegni chiari per la tutela"
"Chiediamo tre impegni chiari per garantire la massima tutela delle colonie feline - ha dichiarato Lauria - Non solo verifiche tramite videoispezioni ma un’ispezione visiva diretta da parte di personale competente, un sopralluogo congiunto tra Comune, Ufficio Tutela Animali, associazioni, volontari e impresa esecutrice e un accordo scritto tra l’Ufficio Tutela Animali e l’impresa che preveda la realizzazione di rifugi per i gatti all’interno dell’area di cantiere e percorsi di accesso in sicurezza per consentire ai volontari di continuare ad alimentarli e monitorarli".