Attualità - 03 agosto 2026, 17:24

Piemonte a secco: è emergenza idrica. L’allarme dell’Arpa, torna l’incubo del 2022

Siccità severa su quasi tutta la regione, il Po è al -79% e le riserve d’acqua al Lago Maggiore sono quasi azzerate. Decisivo il combinato disposto tra piogge dimezzate e il secondo luglio più caldo di sempre

Foto di Md Hasanuzzaman Himel - tramite Unsplash

Il caldo picchia, le piogge mancano all'appello da mesi e il Piemonte si ritrova di nuovo a fare i conti con lo spettro della grande magra. I dati diffusi dall’Arpa nel bollettino di fine luglio 2026 fotografano una situazione idrica complessivamente critica e in rapido peggioramento: l’indice di siccità classifica quasi l'intero territorio regionale in uno stato di "siccità severa". Per ritrovare valori così negativi bisogna tornare indietro alla drammatica estate del 2022.

A far la parte del leone in questa crisi è stata la morsa mista di caldo record e precipitazioni scarse. Dopo un inizio d'anno piovoso, la fine della primavera e l'estate hanno fatto volatizzare le risorse: ad aprile, maggio e giugno le piogge sono state inferiori alla media tra il 40% e il 56%. In particolare l'ultima decade di maggio aveva polverizzato molta della neve che si era accumulata in quota durante l'inverno. Luglio ha poi chiuso il cerchio con un ulteriore taglio del 54% degli afflussi idrici.

A questo deficit si è aggiunta la morsa dell'afa: con un'anomalia termica di +3 °C rispetto alla norma,quello appena trascorso è stato il secondo luglio più caldo di sempre, sfiorando il record storico del 2015 e collezionando ben quattro ondate di calore in due mesi. Risultato? La neve sulle montagne si è fusa a ritmo record prima del tempo e la forte evaporazione ha prosciugato i terreni e soffocato le coltivazioni.

I fiumi soffrono: il Po ridotto a un rivolo

L'impatto sul reticolo idrico regionale è devastante. La situazione più drammatica riguarda la portata dei corsi d'acqua, con oltre la metà delle stazioni di rilevamento in condizione di "magra severa".

Il Po, all’uscita dal Piemonte (a Isola Sant’Antonio), ha registrato a luglio una portata media di appena 47 metri cubi al secondo: un crollo del -79% rispetto alla media storica. Unica nota fuori dal coro, la Dora Baltea, che per ora riesce a beneficiare ancora di un minimo di apporto dai ghiacciai.

Lago Maggiore e invasi svuotati

Non va meglio per le riserve d’acqua superficiale: tra bacini artificiali e grandi laghi, il Piemonte si trova con il 62% di acqua in meno rispetto a quanto ci si aspetterebbe in questo periodo.

Nel Nord della regione il deficit tocca addirittura l'80%. Particolarmente impressionante la situazione del Lago Maggiore, sceso di mezzo metro in soli trenta giorni: la riserva d'acqua ancora utilizzabile per l'irrigazione dei campi è ridotta a un misero 5%. Anche le falde sotterranee iniziano a dare i primi evidenti segnali di sofferenza.

Un degrado più rapido rispetto al 2022

Se nel 2022 la crisi era stata l'effetto di una lenta "agonia" iniziata fin dall'autunno precedente, la siccità del 2026 ha picchiato duro e in tempi velocissimi. Tra aprile e luglio il quadro si è deteriorato a vista d'occhio, portando la disponibilità d'acqua sui medesimi livelli minimi di quattro anni fa.

Per questo motivo la Regione ha attivato lo stato d'emergenza per crisi idrica, applicando per la prima volta la legge approvata lo scorso 11 giugno in recepimento del Codice nazionale della Protezione civile. Il provvedimento permette di attivare tempestivamente il coordinamento, le ordinanze del presidente e i fondi straordinari. 

"Questa è la dimostrazione concreta di quanto fosse importante dotare il Piemonte di uno strumento che consenta di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza – hanno dichiarato il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l'assessore all'Ambiente Matteo Marnati –. Fino a poco tempo fa una situazione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno".

Cirio e gli assessori hanno ribadito inoltre che "l’autonomia non è un principio astratto. Significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini. La nuova normativa nazionale ha riconosciuto alle Regioni maggiori strumenti di intervento e il Piemonte ha scelto di recepire immediatamente questa opportunità attraverso una legge che oggi dimostra tutta la sua utilità".

Intanto le previsioni per agosto non promettono rivoluzioni a breve termine: la prima metà del mese vedrà ancora temperature sopra la media con piogge frammentate e legate principalmente a temporali passeggeri. Per un graduale e sperato ritorno alla normalità bisognerà attendere, forse, la seconda metà del mese.