Confcooperative Piemonte e le cooperative sociali aderenti accolgono con soddisfazione la decisione della Città di Torino di destinare fino a 1,6 milioni di euro alla sostenibilità dei servizi sociosanitari rivolti alle persone con disabilità e, soprattutto, di avviare un percorso condiviso per la revisione delle tariffe in vista del rinnovo dell’Albo dei servizi accreditati.
Il risultato raggiunto rappresenta un segnale importante di responsabilità istituzionale e di attenzione alla tenuta del welfare locale, perché riconosce la necessità di accompagnare la qualità e la continuità dei servizi con condizioni economiche sostenibili per chi li gestisce.
Il provvedimento arriva al termine di un periodo di confronto tra la Città e le organizzazioni rappresentative dei gestori e riconosce le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalle cooperative sociali e dagli altri enti accreditati, alle prese con l’aumento dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi, in particolare quelli derivanti dal rinnovo del contratto collettivo delle cooperative sociali, delle spese energetiche e dei prezzi di beni e servizi.
Importante sottolineare come sia stato finalmente sdoganato l’aumento della quota sociale relativo alle tariffe: per il 2026 è previsto un contributo straordinario interamente a carico del Comune. Nei servizi semiresidenziali, compreso il Servizio Socio Educativo Riabilitativo, corrisponderà al 7% della quota sociale delle tariffe da gennaio a ottobre e al 10% nei mesi di novembre e dicembre. Per i servizi residenziali sarà pari al 3,5% da gennaio a ottobre e al 6,5% negli ultimi due mesi dell’anno, con incrementi calcolati sulle tariffe in vigore al 31 dicembre 2025.
Lo stanziamento costituisce quindi un passaggio significativo, che riconosce il welfare come un investimento nella coesione sociale, nella qualità della vita delle persone e nella continuità dei servizi offerti alle comunità. Un risultato raggiunto grazie anche al dialogo costante che i rappresentanti di Confcooperative hanno aperto con il Comune, come ricorda Irene Bongiovanni, presidente di Confcooperative Piemonte Nord e vicepresidente vicaria di Confcooperative Piemonte: «Si tratta di uno sforzo economico non indifferente da parte della Città, che riconosciamo e apprezziamo. Altrettanto importante è, però, la prospettiva che oggi viene aperta. Risorse e visione devono sempre procedere insieme: le prime permettono di rispondere alle urgenze, la seconda consente di costruire condizioni più stabili per le imprese, per chi lavora nei servizi e, soprattutto, per le persone e le famiglie che ne usufruiscono».
Accanto al sostegno immediato, saranno infatti istituiti tavoli tecnici con la partecipazione della Città di Torino, dell’ASL Città di Torino e dei gestori. Il lavoro servirà ad analizzare l’andamento dei costi e a definire un sistema tariffario più adeguato per il triennio 2027-2029, accompagnando il rinnovo dell’Albo in scadenza alla fine del 2026.
L’obiettivo comune è quello di costruire condizioni adeguate e stabili per continuare a garantire servizi di qualità. «Torino indica una strada importante, fondata sul confronto e sul riconoscimento dei costi reali sostenuti da chi garantisce quotidianamente servizi essenziali – sottolinea Enrico Pesce, presidente di Federsolidarietà Piemonte –. Ci auguriamo che questo esempio venga seguito anche dagli altri Comuni e capoluoghi piemontesi, affinché la sostenibilità dei servizi e la qualità del lavoro diventino obiettivi condivisi in tutto il territorio regionale».
La revisione delle tariffe dovrà rappresentare il primo passo di un cantiere più ampio sul welfare cittadino, non limitato agli aspetti economici, ma capace di affrontare anche l’organizzazione, il finanziamento e l’evoluzione complessiva dei servizi. Un percorso che, partendo dalla disabilità, dovrà progressivamente interessare tutti i servizi.
«Esprimiamo apprezzamento e soddisfazione per il risultato raggiunto, sapendo che siamo all’inizio di un percorso – conclude Chantal Re, presidente di Confcooperative Sanità Piemonte –. Il metodo del confronto dovrà ora essere consolidato ed esteso progressivamente a tutti i servizi sociali e sociosanitari, per costruire un sistema capace di garantire nel tempo qualità dell’assistenza, continuità delle prestazioni e sostenibilità per gli enti gestori».
Il percorso si inserisce nella prospettiva indicata dalla Città di consolidare Torino come laboratorio di un nuovo welfare, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, cooperazione sociale e Terzo settore e riconoscendo il valore economico e professionale del lavoro di cura. Un percorso di cui Confcooperative intende essere partner e protagonista, perché solo attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, enti gestori, cooperazione sociale e comunità sarà possibile rafforzare il welfare territoriale e la coesione sociale.