Dopo le polemiche degli scorsi mesi con la Regione, e la sentenza del Tar Piemonte, il Comune di Torino annuncia l'avvio di un percorso per aggiornare le tariffe del triennio 2027-2029 dei servizi dedicati alle persone con disabilità. Ma non è l'unica novità: Palazzo Civico ha stanziato anche 1.6 milioni di euro nel 2026 per il settore.
È quanto ha deciso la Giunta comunale questa mattina, approvando su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, la delibera che recepisce l’accordo raggiunto tra la Città di Torino e le organizzazioni rappresentative dei gestori dei servizi per persone con disabilità: ANFFAS, AGCI Piemonte, Confcooperative Piemonte, Legacoop Piemonte e UNEBA.
Il commento
"Con questo provvedimento garantiamo un sostegno concreto ai servizi che ogni giorno accompagnano le persone con disabilità e le loro famiglie - dichiara l'assessore Jacopo Rosatelli -. In assenza di un aggiornamento del quadro tariffario regionale, lo facciamo mettendo a disposizione risorse comunali importanti, pari a 1,6 milioni di euro nell'anno in corso, per contribuire alla sostenibilità di un sistema che negli ultimi anni ha dovuto affrontare un forte aumento dei costi. Il riconoscimento del contributo permette tra l'altro di raggiungere a fine 2026, per la parte sociale, l'incremento complessivo del 10% previsto dal Patto per un welfare innovativo e sostenibile, firmato dalla Regione Piemonte con le rappresentanze dei gestori nel 2024, senza gli enti locali, e poi disatteso dalla stessa Giunta regionale".
Cosa prevede
Il provvedimento prevede il riconoscimento di un contributo straordinario, interamente a carico del Comune, a favore dei servizi sociosanitari iscritti alla sezione B dell'Albo cittadino. Per i servizi semiresidenziali, compreso il Servizio Socio Educativo Riabilitativo (SSER), il contributo corrisponderà a un aumento del 7% della quota sociale delle tariffe dal 1° gennaio al 31 ottobre 2026, percentuale che salirà al 10% nei mesi di novembre e dicembre. Per i servizi residenziali il sostegno sarà invece pari al 3,5% della quota sociale nel periodo gennaio-ottobre 2026 e al 6,5% negli ultimi due mesi dell'anno. Gli incrementi saranno calcolati sulle tariffe e sulle rette in vigore al 31 dicembre 2025. Per finanziare queste misure, il Comune mette a disposizione fino a 1,6 milioni di euro.
Revisione delle tariffe
In parallelo Palazzo Civico ha deciso di avviare un percorso per la revisione delle tariffe per il triennio 2027-2029 che coinvolgerà la Città, l’ASL e i gestori dei servizi. Saranno istituiti tavoli tecnici per analizzare l'andamento dei costi e il loro impatto sulla sostenibilità del sistema. Il lavoro accompagnerà il processo di rinnovo dell'Albo dei servizi accreditati, in scadenza il 31 dicembre 2026, e contribuirà a definire un quadro tariffario più adeguato all'evoluzione dei costi di gestione.
Negli ultimi anni la Città aveva già riconosciuto diversi adeguamenti economici a favore del settore, ma le organizzazioni dei gestori hanno continuato a segnalare le difficoltà derivanti dall'aumento del costo del lavoro, dall'incremento delle spese energetiche. L'obiettivo ora è di costruire un quadro più adeguato e stabile rispetto alle esigenze attuali e di garantire qualità e continuità agli interventi sociosanitari sul nostro territorio.
In questo contesto, l'Amministrazione comunale aveva più volte sollecitato la Regione ad avviare i tavoli previsti per la revisione delle tariffe sociosanitarie, senza che si arrivasse a un aggiornamento del quadro tariffario regionale. Nel frattempo, in mancanza di soluzioni, alcuni gestori avevano negli scorsi mesi impugnato davanti al TAR gli ultimi provvedimenti in materia tariffaria. Con le sentenze emesse nell'aprile 2026, il Tribunale amministrativo ha richiamato l'esigenza di un confronto tra le parti finalizzato a individuare soluzioni capaci di garantire la sostenibilità economica dei servizi accreditati. "Ma continuiamo - incalza Rosatelli - a sollecitare la Regione ad onorare i propri impegni relativi alla componente sanitaria delle rette".
"Torino, città laboratorio del nuovo welfare"
Ed il gruppo del Pd annuncia di aver depositato, a prima firma di Vincenzo Camarda, l'ordine del giorno "Torino, città laboratorio del nuovo welfare". L'atto chiede di rafforzare il modello torinese di welfare, costruito insieme a Terzo Settore, cooperative, sindacati, atenei e fondazioni, sperimentando con ASL Città di Torino e Regione Piemonte nuovi modelli di gestione e finanziamento dei servizi sociosanitari e socio-educativi. Rivolge inoltre un appello a Regione e Governo per un incremento stabile e strutturale delle risorse destinate al welfare territoriale.
"Torino - spiega Camarda, insieme al capogruppo dem Claudio Cerrato - può diventare un punto di riferimento nazionale, ma serve un impegno altrettanto forte da parte della Regione e del Governo. Non è più sostenibile che i Comuni siano lasciati soli ad affrontare l'aumento dei costi dei servizi: servono risorse strutturali e una nuova alleanza istituzionale per garantire un welfare pubblico, universale e di prossimità".