Il Gruppo Pd in Consiglio Comunale ha depositato oggi l'ordine del giorno "Torino, città laboratorio del nuovo welfare", a prima firma di Vincenzo Camarda, presidente della commissione Sanità e Servizi sociali.
L'atto chiede di rafforzare il modello torinese di welfare, costruito insieme a Terzo Settore, cooperative, sindacati, atenei e fondazioni, sperimentando con Asl Città di Torino e Regione Piemonte nuovi modelli di gestione e finanziamento dei servizi sociosanitari e socio-educativi. Rivolge inoltre un appello a Regione e Governo per un incremento stabile e strutturale delle risorse destinate al welfare territoriale.
Il documento richiama la delibera n. 269 del 6 maggio 2024, con cui il Consiglio aveva impegnato l'amministrazione a garantire il rispetto dei costi orari dei contratti collettivi nei servizi affidati.
"Il rinnovo contrattuale nella cooperazione sociale - dichiara Camarda -, ha garantito un giusto riconoscimento a chi lavora ogni giorno nei servizi essenziali. Ma quel riconoscimento ha un costo: la spesa dei Comuni cresce più velocemente delle risorse trasferite da Regione e Stato, mettendo sotto pressione i bilanci comunali. Con questo odg chiediamo di continuare a innovare, rafforzando le reti costruite in questi anni, e di fare pressione perché i finanziamenti aumentino in modo stabile".
"La decisione assunta oggi dalla Giunta - aggiunge Claudio Cerrato, capogruppo del Pd in Consiglio Comunale -, di destinare ulteriori risorse per garantire la continuità dei servizi alle persone con disabilità e di avviare la revisione del sistema delle deleghe con l'Asl conferma la direzione intrapresa dall'Amministrazione: Torino continua a investire per innovare il proprio modello di welfare, mettendo al centro i diritti delle persone più fragili e la qualità dei servizi. Il nostro ordine del giorno si inserisce in questo percorso e punta a consolidare un modello costruito insieme al Terzo Settore, alla cooperazione sociale, alle organizzazioni sindacali, agli atenei e alle fondazioni. Un modello che può diventare un punto di riferimento nazionale, ma che richiede un impegno altrettanto forte da parte della Regione e del Governo. Non è più sostenibile che i Comuni siano lasciati soli ad affrontare l'aumento dei costi dei servizi: servono risorse strutturali e una nuova alleanza istituzionale per garantire un welfare pubblico, universale e di prossimità".