Valigie pronte, biglietti alla mano e una brutta sorpresa agli sportelli dell'Anagrafe. Nel pieno delle partenze estive, il passaggio definitivo dalla vecchia carta d'identità cartacea a quella elettronica si sta trasformando in un percorso a ostacoli per migliaia di torinesi.
A denunciare la situazione è - tra gli altri - l'assessore ai Servizi Civici del Comune di Torino, Francesco Tresso, che insieme ai colleghi di altre grandi città italiane (da Milano a Genova, passando per Bologna e Verona) ha firmato un duro documento contro la gestione governativa della transizione. Al centro della bufera c'è il nuovo "documento di identità provvisorio", un cerotto normativo che, secondo le amministrazioni locali, sta generando solo ulteriore confusione. Polemiche già a giugno aveva portato Torino, e non solo, ad una vera e propria alzata di scudi.
Ricordiamo che dal 1° gennaio 2026 ad oggi il Comune di Torino ha rilasciato ben 87.321 carte d'identità elettroniche, ben il 35% in più rispetto agli stessi mesi del 2025 quando erano state 56.721.
Il pasticcio del documento provvisorio
Tutto nasce dalla direttiva europea che ha fissato al 3 agosto la "rottamazione" definitiva delle vecchie tessere cartacee. Il 26 giugno, il Governo aveva tentato di correre ai ripari con un Decreto Legge che introduceva un generico documento provvisorio, prorogando parallelamente la validità delle vecchie carte fino al 31 gennaio 2027, ma solo per alcune specifiche pratiche con la Pubblica Amministrazione.
Il vero corto circuito si è innescato martedì 4 agosto, a tempo ormai scaduto. Con un Decreto Interministeriale serale, Roma ha presentato il fac-simile del nuovo lasciapassare temporaneo, pensato per chi ha un viaggio imminente in area Schengen e non può attendere i tempi di stampa della Carta d'Identità Elettronica (CIE). Il problema? La procedura non è ancora concretamente operativa e mancano del tutto le tempistiche per la messa a terra del sistema.
Il rischio respingimento alle frontiere
A rendere la situazione ancora più tesa per i viaggiatori è l'incognita sulla validità internazionale. Il nuovo foglio provvisorio avrà una durata di sei mesi, ma la stessa Farnesina, tramite il portale Viaggiare Sicuri, ha messo in guardia i cittadini: non è affatto garantito che tutti i Paesi dell'Unione Europea lo riconoscano. Il rischio concreto, per chi si presenta ai controlli di frontiera senza una vera Cie, è quello di vedersi negare l'ingresso, rovinando di fatto le ferie.
Tresso: "Basta entropia, fate la Carta Elettronica"
Di fronte a queste falle di sistema, il peso dell'incertezza si è scaricato interamente sugli impiegati degli uffici anagrafici territoriali, presi d'assalto da cittadini preoccupati. "Ancora una volta il Governo si è dimostrato approssimativo, aggiungendo entropia ad una situazione già di per sé delicata", si legge nella dura nota congiunta siglata da Francesco Tresso e dagli altri assessori. "Una misura così impattante andava pianificata per tempo, valutandone tutte le implicazioni, compresi i disagi provocati a coloro che subiscono un furto o smarriscono il documento a ridosso della partenza".
La proroga limitata al 2027 viene definita dai Comuni una "mossa tardiva e non risolutiva", utile solo a generare equivoci. Da qui, l'appello diretto di Palazzo Civico ai torinesi: per evitare brutte sorprese in aeroporto o alle dogane, l'unica strada sicura è giocare d'anticipo. L'invito ufficiale è quello di non fare affidamento su scorciatoie temporanee di dubbia efficacia, ma di prenotare e dotarsi unicamente della Carta di Identità Elettronica.