Attualità - 07 agosto 2026, 07:55

La povertà climatica in Barriera, dove al suolo le temperature superano i 70 gradi

Il report di Legambiente mappa l'estate rovente nelle periferie torinesi: il caldo record colpisce di più chi ha meno risorse. L'allarme: "Città da ripensare a partire dalle aree più vulnerabili"

Più si è poveri e più fa caldo, anche nella periferia di Torino. Il fenomeno si chiama "cooling poverty" e sta emergendo con forza in questa estate con temperature da record. Record che, però, potrebbero diventare la norma, visto il probabile aumento delle temperature globali di 1,5°C rispetto al XIX secolo. Aumento che nella zona del Mediterraneo sarà ancora più impattante, con previsioni che parlano di +2,2°C.

La campagna "Che caldo che fa"

Durante la campagna "Che caldo che fa!", Legambiente ha monitorato sei quartieri periferici di altrettante città, tra cui Barriera di Milano, che ha registrato la temperatura più elevata nel periodo preso in esame, tra l'11 giugno e il 17 luglio. L'8 luglio è stato infatti toccato il picco di 39°C, il più alto tra tutte le città monitorate, e ai giardini Saragat spetta anche il triste primato di superficie più calda: la pavimentazione gommata sotto gli scivoli del parco giochi ha raggiunto 75,6°C al sole, mentre la media delle superfici gommate cala a 33°C se ombreggiata.

Il report nei quartieri dell'ultimo decennio

Il report segnala anche l'evoluzione decennale delle temperature superficiali a Torino e nelle altre città. Rispetto al 2015, i quartieri con temperatura media mensile diurna tra 46 e 50°C sono aumentati di 5 unità a giugno, mentre sono diminuiti di 4 a luglio e di 13 ad agosto. Nella fascia 41-45°C sono stati registrati -5 quartieri a giugno, +4 a luglio, +10 ad agosto. A giugno, a Milano, la città che è peggiorata di più in questo senso, sono 62 i quartieri che in questi 11 anni hanno registrato, una temperatura media al suolo tra 41 e 45°C rispetto ai 6 quartieri del 2015, mentre sono scesi di 20 quelli nella fascia 25-30°C, di 26 quelli nella fascia 31-35°C e di 23 quelli tra 36 e 40°C.

Picchi oltre i 70 gradi

L'analisi conferma quanto già rilevato dalla stessa campagna lo scorso 22 luglio, quando Legambiente e Croce Rossa avevano portato l'iniziativa in piazza Foroni con un flash mob dedicato proprio a Barriera di Milano. In quell'occasione erano state analizzate fermate degli autobus, scuole, farmacie e piste ciclabili del quartiere per verificarne la capacità di offrire riparo dal caldo, con temperature superficiali superiori ai 60 gradi in diversi punti e picchi oltre i 70 gradi ai giardini Saragat. Di segno opposto i giardini Peppino Impastato, dove una copertura arborea matura e i giochi d'acqua hanno permesso di ridurre la temperatura del 63%.

“Il caldo torrido e le ondate di calore - dichiara Mariateresa Imparato, responsabile giustizia climatica di Legambiente - non colpiscono in modo uniforme la popolazione. Esistono forti diseguaglianze termiche tra quartieri con diverse caratteristiche economiche e infrastrutturali. In quelli a basso reddito, la mancanza di spazi verdi e di soluzioni di raffrescamento aumenta l’esposizione al caldo e il rischio di malori. È indispensabile ripensare le nostre città a partire dalle periferie e dalle aree dove vivono le persone più vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, così come è urgente che il Governo stanzi immediatamente le risorse economiche necessarie per attuare il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici".

Sette proposte al Governo

“I dati del nostro bilancio – aggiunge Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente - rendono evidenti le criticità urbanistiche di fronte al clima che cambia anche nelle città, mettendo in risalto come la scelta di abbattere e mettere a dimora alberature, o dei materiali per rivestire una piazza o un parco giochi, possano influire sulle possibilità di adattarsi e resistere all’innalzamento delle temperature. Inoltre, non va dimenticato che la crisi climatica sta comportando anche un cambio temporale dell’effetto del caldo torrido, sempre più anticipato, e a soffrirne di più sono come sempre i cittadini e le cittadine a partire da quelli che vivono nei quartieri periferici”.

Legambiente ha accompagnato i dati con sette proposte al Governo, tra cui lo stanziamento di risorse per il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la creazione di una mappatura nazionale dei rifugi climatici nelle aree urbane.