Attualità - 11 agosto 2026, 10:44

Fondi per il commercio e mercati in crisi: il Goia pronto a incatenarsi davanti al Comune

A sei anni dall'avvio dei Distretti Urbani del Commercio, gli ambulanti bocciano la gestione di Palazzo Civico: “I soldi della Regione finiscono in burocrazia e consulenze invece di aiutare chi lavora”

A sei anni dall'avvio dei Distretti Urbani del Commercio (DUC), il bilancio delle misure adottate nel capoluogo piemontese accende lo scontro tra le rappresentanze di categoria e l'amministrazione comunale. Secondo il G.O.I.A. FENAPI Group (Gruppo Organizzato Indipendente Ambulanti) negozi di vicinato e banchi mercatali continuano ad abbassare le serrande a ritmo preoccupante. E si punta il dito contro Palazzo Civico, accusato di aver vanificato le risorse stanziate dalla Regione.

A delineare la frattura tra l'indirizzo regionale e quello municipale è il presidente nazionale della sigla sindacale, Giancarlo Nardozzi.

“La Regione Piemonte ha dimostrato ancora una volta grande sensibilità e visione, mettendo a disposizione ingenti risorse pubbliche per salvare il commercio – commenta Nardozzi (GOIA) –. Il vero problema, la nota stonata, è l'Amministrazione Comunale di Torino. Da sei anni Palazzo Civico fa scempio dei fondi regionali: invece di farli arrivare sui banchi dei mercati o nei negozi di quartiere, il Comune li disperde in salotti blindati, progetti farsa e rimborsi per le solite associazioni amiche”.

Secondo l'associazione, la mancata ricaduta concreta sul tessuto economico reale avrebbe trasformato un'opportunità di rilancio in un meccanismo farraginoso che esclude i lavoratori del comparto.

“Mentre l'Amministrazione comunale si chiude nel suo palazzo ed esclude chi rappresenta davvero la categoria – incalza Nardozzi – le vetrine si spengono e i mercati muoiono”.

Da qui la scelta del sindacato di appellarsi direttamente all'ente regionale affinché intervenga per riorientare o commissariare la gestione torinese dei DUC. Il GOIA chiede controlli ferrei per vincolare l'intero ammontare dei fondi a sostegni diretti per le micro-imprese — come contributi a fondo perduto e sgravi su TARI, TOSAP e COSAP —, bloccando le spese per consulenze e gestione. Tra le richieste avanzate spiccano anche l'apertura di tavoli di regia a guida regionale e un piano di aiuti per abbattere i costi fissi delle attività.

I toni restano accesi in vista dei prossimi mesi.

“Ci affidiamo con piena fiducia alla sensibilità delle istituzioni regionali affinché pongano fine alla gestione disastrosa e autoreferenziale del Comune di Torino – conclude Nardozzi (GOIA) –. Se l'Amministrazione torinese continuerà a rimanere sorda e a gestire i DUC come un feudo privato, porteremo negozianti e ambulanti a protestare in piazza e, come promesso, andrò di persona a incatenarmi davanti al Comune di Torino”.

Redazione