Prima l'aggressione con una mannaia, poi uno sparo a bruciapelo e una serie di persecuzioni: dietro il brutale attacco avvenuto lo scorso 25 marzo in via San Remo nel quartiere di Mirafiori Nord ci sarebbe un semplice rimprovero rivolto alla figlia adolescente dell'aggressore. I fatti sono cominciati intorno alle 20, quando gli investigatori sono intervenuti all'altezza del civico 37 per la segnalazione di un violento litigio in strada. Sul posto è stato trovato un uomo di 52 anni con una ferita da arma da taglio vicino alla clavicola.
Le immagini delle telecamere e le armi usate
L'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e le testimonianze dei residenti presenti hanno permesso di ricostruire l'esatta dinamica dell'attacco. Le immagini hanno mostrato il sessantatreenne impugnare la mannaia e una pistola, riprendendolo chiaramente mentre caricava l'arma da fuoco ed esplodeva almeno un colpo, fortunatamente non andato a segno.
Il movente: la vendetta per la figlia adolescente
Alla base del ferimento - e dei successivi tentativi di avvicinamento alla vittima - ci sarebbe uno sgarbo che il padre non ha mai perdonato: un rimprovero che il cinquantaduenne aveva rivolto tempo prima, pubblicamente e nei pressi di un bar della zona, alla figlia adolescente dell'aggressore. Quel gesto ha fatto scattare una vera e propria condotta persecutoria.
Le perquisizioni e le accuse
Durante la perquisizione nell'abitazione del sessantatreenne è stata ritrovata e sequestrata la mannaia utilizzata per l'agguato, mentre dell'arma da fuoco non è stata trovata alcuna traccia. Le indagini hanno consentito di riqualificare il reato iniziale di lesioni aggravate in tentato omicidio, a cui si aggiunge l'accusa di atti persecutori. L'uomo si trova recluso nel carcere "Lorusso e Cutugno" di Torino dal 3 agosto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare.