Sanità - 12 agosto 2026, 13:18

Canalis (PD): “La ricetta elettronica rischia di mandare in tilt i servizi territoriali”

La consigliera regionale denuncia difficoltà di registrazione e rischi per la riservatezza in Serd, Csm e Neuropsichiatria infantile: “La Giunta dia subito indicazioni chiare alle Asl”

Le ricadute dell'introduzione della ricetta elettronica nei servizi sanitari ad accesso diretto del Piemonte approdano nuovamente nel dibattito politico regionale. La consigliera del PD Monica Canalis ha sollevato la questione relativa alla gestione del sistema DEMA, evidenziando le criticità gestionali e amministrative che interessano Serd, Csm e Neuropsichiatria infantile.

La specificità dei servizi territoriali e il nodo riservatezza

Secondo l'esponente dem, il passaggio al nuovo sistema informatizzato non terrebbe in debito conto la natura specifica e continuativa di queste prestazioni, che differiscono dalle consuete visite specialistiche su singola prescrizione.

"Come avevo già segnalato il 21 aprile scorso, in sede di discussione di un mio Question time in Consiglio regionale – dichiara la consigliera del PD – la Giunta Cirio, nel gestire l’introduzione della ricetta dematerializzata DEMA, ha dimenticato le peculiarità organizzative e normative dei servizi territoriali ad accesso diretto delle dipendenze (SERD), salute mentale (CSM) e neuro psichiatria infantile (NPI), che rispondono a modelli organizzativi e informativi differenti rispetto alla specialistica ambulatoriale tradizionale, essendo fondati su percorsi di presa in carico continuativa, spesso multiprofessionali, e non su singole prestazioni isolate su prescrizione".

Un punto centrale dell'intervento riguarda la tutela della privacy degli assistiti: "La DEMA mette anche a rischio la tutela della riservatezza – commenta Canalis – in particolare nell’ambito delle dipendenze patologiche, dove il tema dell’anonimato costituisce un elemento strutturale del sistema di cura. I servizi territoriali continuano a navigare a vista, mancando tutt’ora un’indicazione della Regione alle Direzioni aziendali".

Il passaggio amministrativo e la rendicontazione delle prestazioni

Nel quadro delineato dalla consigliera, a partire dal 1° marzo l’auto-impegnativa aziendale avrebbe dovuto essere sostituita dalla ricetta dematerializzata; le strutture, prive di indicazioni specifiche, hanno proseguito le attività in regime di deroga, riscontrando tuttavia difficoltà nella registrazione delle prestazioni effettuate.

"Ora, però, i nodi stanno venendo al pettine – sostiene l'esponente dem in Regione –: la Regione ha mantenuto negli obiettivi aziendali il numero di prestazioni dei servizi ad accesso diretto, ma questi non riescono a caricare le prestazioni sulle piattaforme informatiche, non essendo supportate dalla ricetta dematerializzata. C’è un problema di rendicontazione. Da quando è stata introdotta la DEMA, infatti, sono sorti ostacoli per la corretta e completa registrazione delle attività svolte, con potenziali ricadute sui flussi informativi e sul debito/credito amministrativo".

La richiesta di chiarimenti operativi

Canalis richiama infine i chiarimenti forniti precedentemente dall'assessorato alla Sanità, sollecitando disposizioni certe per le aziende sanitarie locali.

"Nel rispondere al mio Question time di aprile – conclude la consigliera regionale del PD – l’assessore Riboldi aveva negato che la DEMA fosse stata introdotta per le attività sanitarie territoriali ad accesso diretto e che le criticità relative agli applicativi fossero già state superate. Purtroppo non è così. Occorre dare indicazioni chiare alle ASL, al più presto".

Redazione