Cultura e spettacoli - 15 agosto 2026, 11:25

Pinerolo museo a cielo aperto con Scultura Diffusa: la mappa delle opere acquisite finora 

Parte dell’arredo urbano dal 2018, costruiscono un percorso ideale tra l’arte contemporanea

‘Palpares libelluloides’

La quarta edizione di ‘Scultura Diffusa – Biennale’ a Pinerolo si è conclusa il progetto artistico ‘Metamorfosi’ di Hilario Isola.  Un evento che ogni anno cerca di lasciare un segno sulla città attraverso l’acquisizione di una delle opere degli artisti invitati a esporre e che diventano parte dell’arredo urbano. 

Con il tempo Pinerolo diventa così un museo a cielo aperto con un percorso tra le sculture della Biennale. 

L’ultima opera è proprio quella di Isola, ‘Palpares libelluloides’, che da quest’anno si trova nello stagno del giardino di Villa Prever. Realizzata con reti antigrandine cucite a mano rappresenta la specie più grande della famiglia delle libellule. inserito nel contesto naturale del Parco di Villa Prever, questo insetto rappresenta per l’artista il simbolo di un ritorno a pratiche agricole sostenibili e, più in generale, alla riscoperta della biodiversità e alla diversificazione delle colture, intese come valori sia materiali che culturali, fondamentali per fronteggiare condizioni climatiche e ambientali estremamente critiche, nonché la crescita smisurata delle monocolture e dei monopoli di mercato. 

Ripercorrendo le tappe della mappa della Biennale, lungo l’asse di via Principi d’Acaja, davanti al Palazzo del Senato, si trova invece il ‘Lupo’ di Davide Rivalta. Nel 2018, l’artista ha focalizzato la sua ricerca sullo studio e sulla realizzazione di sculture ispirate al mondo animale. Partendo da fotografie scattate in allevamenti e in giardini zoologici, realizza grandi sculture di animali in bronzo, che poi vengono collocate nel paesaggio urbano come nel caso del Lupo. Obiettivo creare un dialogo tra la natura e la realtà antropizzata che simboleggi il riappropriarsi del luogo da parte dell’animale. 

Tornando verso il centro città, incontriamo sul retro del Teatro Sociale, ‘Attraversamento’ di Paolo Albertelli e Maria Grazia Abbaldo. Realizzato nel 2019, l’attraversamento dei rami (che ricorda la vegetazione nata all’interno del Teatro dopo il devastante incendio del 9 aprile 1972), trasforma l’idea di chiusura del muro cieco, aprendo un dialogo con l’antistante piazzetta Verdi, ricordando la resilienza della natura.

Girato l’angolo, alla Biblioteca Alliaudi c’è infine ‘Zero’ di Paolo Grassino. Posizionata nel 2018 sul terrazzo della Biblioteca è stata realizzata con la tecnica di fusione in alluminio. Con questa serie di opere, l’artista affronta il tema del cambiamento dell’uomo contemporaneo, suggerendo come, pur nella sua vulnerabilità, questi abbia una capacità intrinseca di adattamento e rinnovamento. La scultura trasmette un concetto di perdita d’identità attraverso l’immagine di un uomo senza volto. Da questo giovane privo di espressione, si snodano dei rami, simbolo di rinascita e connessione con la natura. Questo elemento evidenzia l’idea che ogni trasformazione, per quanto complessa, può contenere la promessa di un futuro migliore. La ramificazione, invita a riflettere su come il cambiamento possa portare a un ritorno alle radici, suggerendo una rinascita in simbiosi con la Natura.

Per l’edizione zero del 2017, l’Amministrazione si sta inoltre interessando per acquisire la scultura di Carin Grudda, ‘Pegasus’.

Chiara Gallo