Chi ama camminare spesso nota un sentiero in cattive condizioni o addirittura abbandonato da anni. Ed è proprio da questo primo accorgimento che può nascere un percorso totalmente nuovo e finalmente accessibile. ‘Perché non recuperarlo?’ Questa è la domanda che, tra tanti, i volontari del gruppo Manutenzione Sentieri del Cai di Pinerolo si pongono quando vedono un tratto che ha del potenziale non valorizzato. Così ci si mette al lavoro.
Non sono itinerari creati dal nulla, ma tracciati preesistenti che meritano di essere riportati in vita. “L’idea nasce dal vedere durante i nostri giri, anche individuali, un tragitto che non è nelle condizioni giuste e dal cercare di arricchirlo e potenziarlo per donarlo agli escursionisti – spiega Luciano Savarino, di Manutenzione Sentieri –. Si propone l’idea al gruppo che, sempre entusiasta, accoglie la proposta e così si procede”.
È quanto successo, ad esempio, al Sentiero dei Castagni e all’Anello del Chisone – Sulle tracce degli aironi, risistemati e poi inaugurati nei primi mesi del 2026. “Sono percorsi che non abbiamo tracciato ex novo, c’erano già e li abbiamo recuperati.”
Nel caso del Sentiero dei Castagni, in località Talucco, esisteva solo una traccia molto stretta, che passava vicino a dei castagni centenari. “In quella zona molti alpinisti passano anche per andare ad arrampicare. Parlando con Dorino Piccardino e il resto del gruppo, l’idea di riadattarlo è piaciuta, quindi siamo partiti.” Gli interventi riguardano tendenzialmente la messa in sicurezza del sentiero, aumentandone le dimensioni, e l’aggiunta delle adeguate indicazioni. “Abbiamo allargato la via, collegandolo al parcheggio del Cret, dove si può lasciare la macchina, e inserito la segnaletica.” Si è cominciato a lavorare in inverno e il sentiero, lungo il quale si possono ammirare i maestosi castagni centenari, è stato inaugurato lo scorso 22 marzo. Sono stati aggiunte anche delle sculture in legno, raffiguranti abitanti del bosco reali o immaginari. “Nel magazzino dove noi mettiamo anche il nostro furgone del Gruppo Manutenzione Sentieri c’erano delle sculture in legno, materiale derivante da alberi che erano stati tagliati perché malati, realizzate da scultori durante la fiera pinerolese di settembre. Il Comune le aveva comprate in quell’occasione e ce le ha donate volentieri, quindi le abbiamo portato su e sistemate lungo il percorso”, aggiunge Savarino.
Procedure analoghe sono state seguite per l’Anello del Chisone – Sulle tracce degli aironi, che attraversa sei Comuni: San Secondo, Pinerolo, Osasco, Garzigliana, Cavour, Macello. “Ne abbiamo parlato con il gruppo, con l’assessore Giulia Proietti, sempre entusiasta dei nostri lavori, e con la vicesindaca Francesca Costarelli. Abbiamo convocato i sindaci dei territori dove il percorso transita ed erano tutti entusiasti dell’idea”. Il progetto di recupero è partito a novembre 2025, con la pulizia totale e la segnalazione, mentre l’inaugurazione si è tenuta lo scorso 7 giugno. “Abbiamo messo gli scatti che ci ha donato Batti Gai, fotografo naturalista, lungo l’itinerario, dalla parte di Osasco. L’intenzione è poi di cambiarle una volta all’anno. Sono fotografie fatte esclusivamente sul fiume. C’è anche un fenicottero rosa: sembra incredibile sul Chisone, ma è così! Come fauna, bisogna essere un po’ fortunati e non fare rumore, ma si possono vedere gli aironi, il cormorano e le anatre.”
Non mancano alcuni ostacoli o perlomeno aspetti tenere in considerazione quando si procede al recupero di un sentiero, come la richiesta dei permessi. “Nel Sentiero dei Castagni abbiamo dovuto richiedere un permesso a un privato, perché passava proprio davanti a una casa e agli allevatori con le mucche abbiamo consigliato di mettere il filo un po’ più indietro – riporta Savarino –. Lungo il Chisone chi gioca a Softair non si aspettava che ci fosse tutto questo movimento sull’itinerario e per protesta toglieva picchetti e indicazioni. Dopo segnalazioni e scambio di lettere sembra che la situazione sia rientrata. Infine, i militari ci hanno fatto notare che una parte del sentiero originale passava nel loro territorio, allora abbiamo tracciato il percorso ufficiale un po’ più lungo, passando da Baudenasca.”
La soddisfazione però arriva quando il riscontro degli escursionisti è positivo e mostra riconoscenza per gli sforzi fatti. “I passaggi sono molti, c’è tanta gente che circola lì: lo vediamo perché il tratto è battutissimo e quando vai incontri sempre qualcuno. Abbiamo ricevuto moltissimi complimenti e ringraziamenti.”