Confcommercio e Cna Piemonte hanno ricordato nei giorni scorsi un obbligo che riguarda migliaia di esercenti della regione: chi ha nel proprio locale apparecchi da gioco con vincite in denaro, insieme ai gestori di sale scommesse, deve frequentare entro il 31 dicembre 2026 un corso di formazione sulla prevenzione del gioco patologico.
I percorsi disponibili da luglio sono tre: un corso base da 8 ore per chi gestisce apparecchi da gioco in bar e tabaccherie, uno da 16 ore per il personale delle sale gioco dedicate e delle sale scommesse, e un aggiornamento di 4 ore, anche online, da ripetere ogni cinque anni per chi ha già l'attestato.
Le sanzioni per chi non si adegua vanno da 500 a 6.000 euro. Il tema si inserisce in un sistema di controlli sul gioco fisico reso più stringente dall'introduzione dell'Albo dei PVR e da nuovi vincoli sull'uso di apparecchiature automatiche prive di sistemi di identificazione dell'età.
Non solo obblighi per gli esercenti: la sicurezza riguarda anche i giocatori
La formazione degli operatori fisici è un tassello importante, ma la sicurezza del gioco passa anche dall'altra parte, quella di chi gioca, che dovrebbe sempre verificare di trovarsi su piattaforme regolamentate.
Online, il criterio più semplice resta la licenza ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli): senza quella, nessun operatore può offrire legalmente slot, casinò live o scommesse ai giocatori italiani.
Un ulteriore indicatore di affidabilità sono i casino con SPID, dove la registrazione avviene tramite identità digitale certificata invece che con il caricamento manuale di documenti, più facilmente falsificabili.
I rischi di affidarsi a piattaforme non regolamentate
Il parallelo con gli apparecchi da gioco non registrati non è casuale. Anche online esiste un problema di offerta abusiva, e i numeri diffusi da ADM per il 2025 danno la misura del fenomeno: 1.038 siti illegali oscurati nell'anno, con un incremento del 44% rispetto al 2024 e del 111% sul 2023.
Una parte di questa offerta abusiva passa proprio da circuiti ibridi fisico-digitale, dove totem o PC installati in esercizi pubblici fungono da accesso a piattaforme estere senza concessione, lo stesso tipo di scorciatoia che i controlli sugli apparecchi cercano di intercettare nel mondo fisico.
Chi gioca su un sito privo di licenza ADM perde le garanzie che la licenza porta con sé, a partire dal controllo sulla regolarità delle vincite: in caso di controversie sui pagamenti non esiste un'autorità italiana a cui rivolgersi, e gli eventuali strumenti di autoesclusione offerti dalla piattaforma non hanno alcun valore legale nel nostro Paese.
Vale per le sale gioco irregolari come per i siti oscurati: la certificazione, sia essa un attestato di formazione o una licenza ADM, non è burocrazia in più, ma la condizione che rende il gioco tracciabile e, per quanto possibile, sicuro.
Resta comunque valido il principio di fondo: il gioco può creare dipendenza, e va affrontato con consapevolezza, con limiti di tempo e di spesa decisi in anticipo.
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