Attualità - 19 agosto 2026, 08:11

Fuori dalla comfort zone per crescere: il servizio civile di Victoria Moccia e Alessandro Gargiso

Hanno scelto di impegnarsi a None nella promozione di stili di vita sani tra i giovani

Da sinistra Storsillo, Moccia, Gargiso e Difino

Hanno scelto il Servizio civile nel Comune di None per mettersi alla prova, fare un’esperienza concreta e capire meglio quale strada intraprendere. Victoria Moccia, 20 anni, di Pinerolo, e Alessandro Gargiso, 19 anni, di None, hanno iniziato lo scorso 21 aprile il loro percorso al comune di None, dove sono impegnati nei progetti rivolti ai giovani per la promozione di stili di vita sani, affiancati da Loredana Storsillo, dipendente comunale e operatrice locale di progetto.

“Volevo fare un’esperienza utile, uscire dalla mia zona di comfort e capire meglio cosa mi piace fare stando a contatto con le persone", racconta Moccia. Dopo il diploma all’Istituto Porro di Pinerolo, indirizzo socio-sanitario, oggi frequenta Scienze Giuridiche e ha visto nel Servizio civile un’opportunità per imparare sul campo.

L’esperienza, spiega, sta andando bene, anche se non mancano le giornate più impegnative: “Lavorando con i ragazzi sto imparando a gestire situazioni diverse, ad avere più pazienza e ad adattarmi. Mi sta insegnando che non sempre le cose vanno come previsto e che bisogna essere flessibili”.

A sorprenderla è stato soprattutto il lavoro che si cela dietro ogni attività: “Pensavo fosse un’esperienza più teorica, invece è molto pratica. Ho scoperto quanto impegno ci sia nell’organizzazione delle iniziative e nella gestione dei gruppi”.

Anche Gargiso si è avvicinato al progetto con la voglia di fare qualcosa di utile per la comunità. Diplomato in un istituto professionale con indirizzo fotografia, racconta: “Mi piace fare esperienze nuove e volevo mettermi in gioco, imparando cose che a scuola non si imparano”.

Il bilancio dei suoi primi mesi è positivo: “Sto imparando soprattutto a relazionarmi con persone diverse, a lavorare in gruppo e ad assumermi più responsabilità. È un’esperienza che ti fa crescere sia dal punto di vista personale sia da quello pratico”.

Anche lui ha scoperto una realtà diversa da quella immaginata: “Mi ha sorpreso il contatto continuo con le persone. All’inizio non sapevo bene cosa aspettarmi, ma mi sto trovando bene e penso che sia un’esperienza davvero utile”.

Martina De Mieri