Rimangono in carcere i due giovani di nazionalità tedesca, di 25 e 21 anni, arrestati a seguito degli scontri in Val Susa avvenuti lo scorso 25 luglio nei pressi del cantiere della Torino-Lione. Secondo quanto si apprende da fonti di stampa locali, tra cui Valsusaoggi, il Tribunale del Riesame di Torino ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dei due attivisti, confermando la custodia cautelare. Nei loro confronti la Procura procede a vario titolo con ipotesi di reato che vanno dalla devastazione alla resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Sulla decisione del collegio è intervenuto Valter Mazzetti, segretario generale del sindacato Fsp Polizia di Stato, che in una nota ha accolto "con soddisfazione la decisione del tribunale del Riesame", parlando di un pronunciamento che "conferma la gravità del quadro accusatorio" e definendo gli episodi contestati come "azioni para-terroristiche di soggetti chiaramente organizzati". Il rappresentante sindacale ha inoltre ribadito la necessità di "un segnale forte e serio dalla politica" per la tutela del personale in divisa impegnato nei servizi di ordine pubblico.
La nota di No Tav Info sulla misura detentiva per Giorgio Rossetto
Sul fronte opposto si registra invece la presa di posizione relativa alla situazione giudiziaria di Giorgio Rossetto, figura storica dell'antagonismo torinese e del movimento contro la realizzazione dell'opera. Secondo quanto riportato esclusivamente da una nota diffusa sui canali ufficiali di No Tav Info, l'attivista sarebbe stato prelevato dai Carabinieri dalla sua abitazione di Bussoleno per essere trasferito presso il carcere Lorusso e Cutugno di Torino.
Sempre stando a quanto sostenuto nel comunicato dei No Tav — e in attesa di eventuali conferme ufficiali dagli organi giudiziari —, l'aggravamento della misura detentiva sarebbe legato a un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che avrebbe disposto la revoca del regime alternativo a cui Rossetto era sottoposto, contestandogli presunte violazioni delle prescrizioni. Nel testo diffuso online, i militanti definiscono il provvedimento come un presunto "accanimento verso chi continua a colpire chi lotta contro la Torino-Lione", esprimendo solidarietà sia a Rossetto sia ai due cittadini tedeschi coinvolti nelle indagini sugli scontri in Val Susa.