Cultura e spettacoli - 22 agosto 2026, 19:04

Museo Egizio ricchezza anche per il Pinerolese: “Si potrebbero proporre eventi e collaborazioni”

Guido Geuna di Osasco è nel Consiglio di Amministrazione dallo scorso ottobre e fa il punto su questa esperienza

Guido Geuna

“Il Museo Egizio è una realtà straordinaria e sto imparando tantissimo”: così Guido Geuna, 73 anni, di Osasco, commenta la sua esperienza come uno dei quattro membri del CdA della Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino, di cui fa parte dal 7 ottobre 2025.

“Le riunioni a cui partecipo sono di solito su base mensile. È un arricchimento personale, a livello hobbistico mi piace molto imparare in quell’ambito, mi sono occupato di Storia e ho studiato Archeologia – racconta –. In passato avevo visitato il Museo tante volte, ma non mi ero mai reso conto della complessità culturale e tecnica. Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin della Fondazione nel proprio ruolo ci mettono, oltre che la capacità, tanto amore. Ci tengono e sono molto efficienti nel gestire la struttura.”

Una struttura che è molto complessa sia perché ha più di 80 dipendenti sia perché si autofinanzia. “Vive degli introiti del museo. L’anno scorso a ottobre avevano già superato il milione di biglietti venduti.” Nel 2025, infatti, il Museo ha registrato 1.273.354 visitatori, segnando un nuovo record di affluenza, con un aumento del 22,8% rispetto al 2024, e con un incasso di circa 10 milioni di euro, considerando anche le tariffe ridotte. “Nel 2026 questi dati verranno con tutta probabilità superati, ma aspettiamo la fine dell’anno per parlare di dati certi”, afferma Geuna.

Questi dati reggono anche a lavori in corso, perché la ristrutturazione non è ancora stata conclusa. “Nel 2025 ci sono state tappe decisive, tra cui il riallestimento della sala di Iti e Neferu e della saletta dedicata alla Principessa Ahmose in luglio, e l’inaugurazione, il 4 dicembre, della rinnovata sala dedicata al corredo funebre di Kha e Merit e prossimamente ‘Piazza Egizia’, una sorpresa ancora da ultimare – anticipa –. Manca la copertura cortile interno, che dovrebbe terminare a breve, nei prossimi mesi. In questo modo la capienza della struttura aumenterà ancora e c’è da prevedere una maggiore affluenza”. Una tendenza che fa ben sperare circa il futuro del Museo, il più antico e il più grande al mondo sulla sfera egizia al di fuori dell’Egitto.

“Secondo me è una ricchezza per Torino e tutta la Città Metropolitana. Attrae talmente tanto che diventa un’opportunità economica estremamente importante per la città, che porta a visitare altri luoghi, attrazioni e a fermarsi in ristoranti o in hotel. Tra l’altro il Museo non pesa sull’erario, sui bilanci pubblici, perché fa forza sui propri introiti.”

Potrebbe essere una grossa opportunità anche per il territorio pinerolese, puntando sulla divulgazione e su possibili collaborazioni. “Sarebbe importante un’azione divulgativa sul territorio, senza essere costretti ad andare al Museo. Si potrebbero proporre cicli di conferenze, incontri, esposizioni di riproduzioni che si possono spostare nel Pinerolese, quindi non reperti come i papiri, che sono delicatissimi. Organizzare eventi simili aiuterebbe l’egittologia, che non è propriamente una materia popolare – scherza –, e innesterebbe anche collaborazioni con realtà della zona”. Basti pensare al Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo o al Museo Archeologico Caburrum di Cavour.

Sabina Comba