Sport - 30 agosto 2026, 19:05

ValChisone, il bilancio di vent’anni di hockey targati Dell’Anno

L’ex presidente si è dimesso al termine della stagione sportiva segnata dal ritorno in campo sul nuovo prato del Michellonet

Paolo Dell’Anno

Aver dato l’imprinting sportivo a generazioni di giocatori di hockey su prato: è con questa la soddisfazione con cui Paolo Dell’Anno ha lasciato la presidenza della società di hockey su prato della Val Chisone. Il suo mandato sarebbe scaduto nel 2028 ma ha rassegnato le dimissioni al termine della scorsa stagione sportiva segnata dal ritorno in campo sul nuovo prato sintetico del Michellonet. “Le mie caratteristiche agonistiche, che mi spingono a tenere alto lo spirito competitivo, non sono più in linea con la gestione sportiva della società. Dopo 21 anni di mia presenza costante è venuto il momento di lasciare spazio a un cambiamento”, così Dell’Anno ha argomentato la scelta.

Presidente a ‘animale da campo’

“Sono stato e resto un animale da campo” dice di se stesso ed effettivamente ha legato la sua carriera sportiva e da allenatore al Michellonet. Uscito dal direttivo dell’Hockey Prato ValChisone dichiara comunque di rimanere a disposizione in caso ci fosse bisogno di consigli.

Dell’Anno ha guidato la società sportiva dal 2008 in modo continuativo accompagnandola nella rinascita e nella conquista della promozione nella massima serie nel 2018.

Sessantaduenne, figura storica dell’hockey su prato piemontese, ha allenato il settore giovanile e seinor ed è stato tecnico federale. Nemmeno la pandemia è riuscita a tenerlo lontano dal prato, tanto che nel 2020 aveva indossato la mascherina ed era sceso in campo a fianco dei giocatori per affrontare il temuto Bra, nel derby piemontese funestato da casi sospetti di Covid.

Dalle ceneri alla massima serie

“Se penso agli ultimi vent’anni rivedo la soddisfazione di aver trasformato in campo dei bambini in uomini adulti e di aver condiviso con loro la gratificazione di aver vinto tanto” racconta, riferendosi ai numerosi titoli nazionali giovanili e ai due titoli nella massima serie indoor.

Per buona parte della sua carriera da allenatore ha condivo la soddisfazione con la moglie Silvana Ughetto, scomparsa nel 2014, e che preparava i ragazzi più piccoli a muovere i primi passi sul campo.

Entrambi sono stati tra i fondatori dell’Hockey Prato Val Chisone, nato dalle ceneri della precedente società sportiva, sciolta nel 2001. “Su spinta di Fulvio Da Rold, l’ex assessore allo Sport di Villar Perosa, nel 2005 ci ritrovammo per rifondare la società sportiva – racconta Dell’Anno – cosa che avvenne ufficialmente nel 2006, con l’ingresso nella Federazione italiana hockey”.

Il vivaio e la staffetta con Silvana

Il primo presidente della nuova società sportiva è stato Gualtiero Ughetto, affiancato da Silvana Ughetto come vice presidente. A Da Rold era stato assegnato il ruolo di segretario e tesoriere, mentre Dell’Anno era tra i consiglieri, assieme a Danila Allasia, Alberto Raviol e Piero Bergoin.

“Nel 2008 però dobbiamo fare fronte alle dimissioni di Gualtiero Ugetto e di Da Rold e da quel momento assumo il ruolo di presidente” racconta. Viene poi continuamente rieletto e allena ‘in staffetta’ con la moglie: “Verso gli otto e i nove anni prendevo i ragazzini allenati fino a quel momento da Silvana e li facevo crescere”.

Anche i loro figli, Edoardo e Andrea, sono stati protagonisti del vivaio che ha segnato l’ascesa della società sportiva.

Il tempo degli auguri e del rammarico

“Si può dare l’imprinting a un giovane anche nell’ambito dello sport, così io mi sento ‘papà’ di due tre generazioni di giocatori” sorride Dell’Anno. All’Hockey Prato ValChisone augura una buona collaborazione tra i tecnici della società e genitori: “Come quella che c’è stata in questi vent’anni e che ha permesso di far crescere i ragazzi. Spero che ottengano almeno i successi raggiunti fin qui, ma anche di più”.

Lascia il Michellonet però con un rammarico: “Quello di non aver avuto a disposizione negli anni in cui la squadra era al top un campo in cui potesse giocare e allenarsi”.

Elisa Rollino