E’ morto Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose. Aveva 83 anni. Nato a Castel Boglione il 3 marzo 1943, Bianchi ha vissuto una vita in bilico tra il richiamo del cielo e la concretezza della terra, portando con sé, ovunque andasse, l’odore del mosto e la saggezza delle sue radici astigiane.
Un’avventura spirituale
Cresciuto tra le colline di Castel Boglione, nell’Astigiano, dove la fede si respirava tra i filari di Barbera e le processioni alle cappelle campestri, Bianchi maturò una vocazione che lo portò lontano, ma mai del tutto staccato dalla sua terra. Nel 1965 fondò a Bose, nel Biellese, una comunità monastica ecumenica, un’oasi di preghiera e accoglienza che divenne presto un punto di riferimento internazionale.
Le controversie e l’addio a Bose
La sua storia con Bose, però, non fu priva di ombre. Nel 2020, dopo anni di tensioni interne sulla gestione della comunità, la Santa Sede intervenne con una visita apostolica, che portò all’allontanamento di Bianchi e di altri membri storici. Una pagina dolorosa, che scosse la comunità monastica e suscitò reazioni contrastanti. Bianchi ricominciò a 80 anni il suo percorso nell’Eporediese, con un nuovo cammino di fraternità ad Albiano d’Ivrea, chiamato ‘Casa della Madia’.
Teologo del dialogo, uomo di frontiera
Nonostante le difficoltà, la sua eredità intellettuale e spirituale resta immensa. Autore prolifico, ha scritto decine di libri tradotti in tutto il mondo, affrontando temi come il dialogo ecumenico, la spiritualità laica e la crisi della Chiesa contemporanea. Un pensiero che sapeva parlare a tutti, come dimostrano i suoi interventi su temi sociali e politici, sempre conditi da una profonda umanità. Tanto che lo ricorda anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo: “È stato uomo di fede, dialogo e pace. Con la sua scomparsa ci lascia una voce autorevole e un testimone prezioso dell’importanza del confronto e dell’apertura”. Il funerale sarà giovedì 3 settembre, alle 16.30 nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione.
L’eredità: una comunità senza confini
La Comunità di Bose, oggi guidata da nuove generazioni di monaci, resta il suo testamento più vivido. E l’esperienza ha valicato anche i confini: la regola scritta nel 1972 viene seguita anche dalla piccola comunità monastica di Cumiana, che nasce nel 1978. La sua fondatrice, Marialuisa Brunetti (scomparsa nel 2022), era amica di Enzo Bianchi e a lui lo legava un rapporto di stima e affetto. Nel 2023, il percorso della comunità cumianese si è intrecciato proprio con la ‘Casa della Madia’, creando un nuovo progetto di comunione e fraternità.