In merito all'uomo scarcerato dopo le violenze sessuali, avvenute davanti a un minimarket nel quartiere di Madonna di Campagna, il ministro della Giustizia Carlo Nordio invierà ispettori per far luce sulla vicenda. Lo conferma un lancio di agenzia di Adnkronos che ha pubblicato una nota del guardiasigilli.
"In merito - si legge - alla vicenda dell’uomo scarcerato dopo aver trascorso due notti nel penitenziario torinese 'Lorusso e Cutugno', per aver abusato in meno di 40 minuti di due donne, una delle quali è una giovane di soli 13 anni". “Rilevo che la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire”, ha sottolineato Nordio che inoltre ha aggiunto: “Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione utile”.
Sulla vicenda è arrivato il commento anche delle consigliere laiche del CSM Claudia Eccher e Isabella Bertolini..
“I fatti di Torino - spiegano -, legati alla scarcerazione di un uomo accusato di abusi sessuali ai danni di una tredicenne e di un'altra donna, impongono una riflessione profonda e sostanziale sull'adozione delle misure cautelari nei reati di violenza di genere. Pur riaffermando il pieno rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, non si può ignorare il profondo disorientamento provocato da decisioni di questo tipo. In presenza di elementi di prova precisi, confermati da riscontri oggettivi come le immagini della videosorveglianza, la valutazione della pericolosità del soggetto e il pericolo di reiterazione devono rimanere i criteri guida per garantire le tutele previste dalla legge. Come componenti del Consiglio Superiore della Magistratura stiamo pertanto esaminando la possibilità di aprire una pratica relativa ai riflessi della vicenda sulla valutazione di professionalità del Magistrato coinvolto, con richiesta al Procuratore Generale di vagliarne i possibili profili disciplinari” .
"Questa vicenda dovrebbe far riflettere quanti hanno bocciato il recente referendum costituzionale sulla giustizia - commentano la vicenda il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito - Quando decisioni giudiziarie di questo tipo risultano difficilmente comprensibili per una larga parte dell’opinione pubblica, si rischia di creare una frattura pericolosa tra cittadini e istituzioni. Una giustizia autorevole deve essere indipendente, certamente, ma anche efficiente, comprensibile e capace di garantire contemporaneamente diritti, sicurezza e tutela delle vittime".
E aggiungono: "Manca un presidio sufficientemente capillare del territorio. Quando Silvio Berlusconi parlava degli agenti di quartiere qualcuno sorrideva. I continui fatti di cronaca dimostrano invece quanto quell’intuizione fosse attuale. Torino ha bisogno di più divise visibili nelle strade e nei quartieri. È necessario riportare sul territorio, ogni volta che sia possibile, anche i vigili urbani oggi impegnati in funzioni amministrative. I civich non possono essere percepiti dai torinesi soltanto come esattori del Comune utilizzati per fare cassa: la loro presenza nelle strade è anche prevenzione, controllo e deterrenza".
Sul fatto si sono espressi unitariamente anche i sindacati confederali.
"Pur nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, non possiamo nascondere il nostro disorientamento di fronte a una decisione che riteniamo incomprensibile - si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil Torino -. Come organizzazioni sindacali, sentiamo il dovere di ribadire con forza che la violenza contro le donne e contro le ragazze non può mai essere minimizzata, relativizzata o considerata un fatto privato. È una ferita che riguarda tutta la società e che richiede una risposta ferma, concreta e senza ambiguità".