Cronaca - 02 settembre 2026, 14:38

"Pedofilo infame", insulti e serrande abbassate per il minimarket delle molestie di Borgo Vittoria

La decisione della Polizia Amministrativa dopo il caso delle due aggressioni. L'indagato di 42 anni torna in libertà

Le scritte sulla serranda del minimarket

Serrande abbassate da questa mattina, insulti vergati con lo spray, controlli a tappeto e un clima infuocato. La Polizia Amministrativa della Questura di Torino ha disposto la chiusura cautelare e temporanea del minimarket di Borgo Vittoria, teatro delle gravi molestie avvenute lo scorso sabato 28 agosto

Un provvedimento giunto al termine di una serie di verifiche condotte dagli agenti sulle modalità di gestione del locale, sul rispetto degli orari e sulla vendita degli alcolici, culminate con il riscontro di un mancato pagamento dell'energia elettrica che ha fatto scattare lo stop all'attività. Sulle vetrate del negozio sono nel frattempo comparse minacciose scritte in vernice verde indirizzate al commesso, a testimonianza del clima di forte esasperazione tra i residenti.

Le violenze e le confessioni dopo l'arresto 

La vicenda ha preso avvio con la denuncia presentata dai familiari di una ragazzina di appena 13 anni, entrata nel locale per acquistare alcune bibite e affrontata dal commesso di 42 anni con palpeggiamenti e toccamenti indesiderati allo sportello. L'analisi delle telecamere di videosorveglianza, consegnate dallo stesso indagato agli inquirenti, ha successivamente consentito di accertare un secondo presunto episodio ai danni di una cliente quarantenne, consumatosi poco prima ma non ancora formalmente denunciato. Raggiunto dagli agenti e sottoposto a fermo, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità durante l'udienza di convalida e davanti alle telecamere, giustificando la condotta con lo stato di alterazione dovuto all'assunzione di alcolici.

La scarcerazione e lo scontro politico

A scatenare accese polemiche è stata la decisione del Giudice per le indagini preliminari, che il 31 agosto ha disposto la scarcerazione del quarantunenne sostituendo la misura cautelare con l'obbligo quotidiano di firma presso la polizia giudiziaria. Una scelta motivata dalla condotta collaborativa del fermato, dalla sua incensuratezza e dal presunto valore deterrente della breve detenzione patita. 

Il provvedimento ha sollevato la dura presa di posizione della premier Giorgia Meloni e l'immediata reazione della Procura di Torino, che ha già annunciato ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere il ripristino della custodia cautelare in carcere. Spetterà ora al Prefetto Donato Cafagna, sulla base degli esiti definitivi trasmessi dalle forze dell'ordine, valutare se disporre la chiusura prolungata o definitiva dell'esercizio commerciale.

Intanto nel quartiere monta la protesta politica. Dopo la protesta di Fdi, a cascata sono arrivate le prese di posizione di numerosi consiglieri. Non ultimi quelli della Circoscrizione 5. "Quanto accaduto nel nostro territorio è di una gravità assoluta. Da presidente della Circoscrizione non posso e non voglio rimanere in silenzio - così Alfredo Correnti -. Che una persona accusata di un fatto di tale gravità possa tornare in libertà dopo appena due notti, con il solo obbligo di firma, pone interrogativi che meritano risposte chiare. Non spetta a noi stabilire responsabilità penali, ma spetta alle istituzioni interrogarsi sulla sicurezza delle vittime, sulla tutela dei minori e sulla fiducia dei cittadini nella giustizia. Per questo considero importante e doveroso l’intervento del Ministro Nordio e l’invio degli ispettori, affinché venga verificato ogni aspetto della vicenda".

"Chiuso temporaneamente il minimarket coinvolto nella duplice violenze, una delle quali minorenne. Lo abbiamo chiesto ieri come Fdi con un flash mob davanti alla questura: la serrata di quel luogo era necessaria" aggiunge Cinzia Redavid, capogruppo di Fdi. "Il Questore ha raccolto il nostro appello per la chiusura del market della vergogna. Era un risultato fondamentale, di fronte alla decisione incomprensibile del gip di rimettere in libertà quell'uomo dopo appena due giorni - ha rincarato il vicepresidente della Regione, Maurizio Marrone -. Resta, comunque, fondamentale vigilare anche per evitare il proliferare di questi minimarket, sempre al limite della legalità e del decoro".

"Esprimiamo la nostra massima e sentita solidarietà alla donna e alla ragazzina di 13 anni vittime di abusi da parte di un commerciante. Ringraziamo i colleghi parlamentari per aver tempestivamente presentato un'interrogazione al Ministro competente in merito ai gravi fatti accaduti" così Luigi Martina e Pasquale Frisina del M5s.

"Nelle prossime ore presenteremo un'interrogazione al ministro Nordio così da poter chiarire in Parlamento cosa è successo a Torino dove il Gip, andando in direzione opposta rispetto alla richiesta del Pm, ha disposto la scarcerazione di un negoziante accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni e su un'altra donna. Il tutto sarebbe avvenuto nel giro di alcuni minuti. Le telecamere del suo stesso negozio lo avrebbero ripreso per entrambi gli episodi. Stupisce che la motivazione della scarcerazione sia la resipiscenza dell'indagato. Chiediamo al ministero della Giustizia di riferire in Parlamento ogni elemento utile che ha portato a questa decisione che rispettiamo ma che suscita stupore e preoccupazione" così le parlamentari del M5S in commissione Femminicidio.