"È stato un mese difficile, complicato, ma ora c'è soddisfazione, felicità enorme. Un sogno vederlo atterrare". Sono le parole di Mounsiff Rafia, lo zio di Younes, il bambino di 6 anni di Brandizzo che il 3 agosto scorso ha subito un grave incidente in piscina durante le vacanze a Sharm El Sheikh.
Dopo settimane di ansia e mobilitazioni, Younes è finalmente atterrato in Italia con un volo sanitario ed è stato ricoverato all'ospedale Regina Margherita di Torino. Un risultato raggiunto grazie ad una catena di solidarietà, all'intervento della Farnesina, alle continue richieste di aiuto della famiglia e alla donazione di Reale Foundation che ha coperto le spese di trasferimento.
La gioia e il ricordo dello zio
"Quello che è accaduto ci ha distrutto, sono stati giorni molto difficili perché ci siamo trovati di fronte a una tragedia, ma non abbiamo mai mollato. Il sogno di vederlo atterrare a Caselle è stato un po' come portare a casa la coppa dopo la Champions: dobbiamo ancora combattere, ma la felicità è tanta", racconta commosso lo zio Mounsiff Rafia.
"Younes è un bimbo dolce e giocherellone, pieno di vita, e questi 30 giorni sono stati caratterizzati da messaggi, mail, pec durante i quali abbiamo incontrato tante persone che ci hanno dato una mano. Siamo grati alla Fondazione Reale Mutua, ai medici, a quanti hanno donato e a quanti hanno fatto una preghiera", prosegue lo zio, evidenziando il grande lavoro collettivo che ha consentito di riportare a casa il nipotino.
I dettagli del rientro sanitario e le condizioni cliniche
Arrivato nella serata di ieri a Torino, il piccolo è stato accolto all'Ospedale Infantile Regina Margherita ed è ora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva, dove sono già iniziati gli approfondimenti diagnostici per definire il quadro clinico complessivo. Le sue condizioni restano gravi ma stabili.
Il trasferimento medicalizzato con volo sanitario dedicato è stato autorizzato solo dopo che gli ultimi accertamenti medici in Egitto hanno confermato la stabilità necessaria per affrontare il viaggio. L'operazione è stata il frutto di un articolato coordinamento logistico e sanitario che ha visto collaborare l'ospedale torinese, i sanitari egiziani, Reale Foundation, Flying Angels, l'Asl To4, l'Ambasciata d'Italia, il Consolato Italiano in Egitto e tutte le autorità competenti.
A bordo dell'aereo, per garantire la massima sicurezza durante il volo, erano presenti, oltre al medico responsabile del trasporto, due medici dell'équipe della dottoressa Simona Quaglia, responsabile della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione del Regina Margherita. Ad attendere Younes all'arrivo a Torino c'era l'équipe multidisciplinare che ne aveva seguito l'evoluzione a distanza e predisposto ogni misura per la presa in carico immediata.
Bimbo intubato, sempre vicino a mamma e papà
"In questo momento il bambino è intubato e presenta problematiche importanti a livello cerebrale - sostiene Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino presso l'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino -. Il percorso di rientro è stato complesso, perché dovevamo assicurarci prima di tutto che il volo avvenisse in totale sicurezza. È stato un tragitto difficile, ma che ci riempie di soddisfazione, perché siamo riusciti a riportare a casa e a curare un piccolo del nostro territorio".
La direttrice ha poi rassicurato sulla vicinanza dei familiari al piccolo Younes: "La famiglia gli sarà a brevissimo completamente accanto. Il papà è in arrivo da Malpensa, dato che non c'era posto per lui sul volo sanitario, mentre la mamma era già arrivata ieri. Durante tutto questo difficile percorso, il bambino è sempre stato accompagnato dalla mamma e dal papà".
Un lavoro di squadra tra pubblico e privato
"È stato un grandissimo lavoro di squadra tra pubblico e privato - ha aggiunto Virginia Antonini, General Manager di Reale Foundation -. Senza la sinergia tra Reale Foundation, l'Ospedale Regina Margherita, la Farnesina, il Ministero degli Esteri, l'Ambasciata e il Consolato d'Italia in Egitto, tutto questo non sarebbe stato possibile. Ancora una volta dimostriamo come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare risultati concreti e positivi per le persone e per il nostro territorio."