Cultura e spettacoli - 06 settembre 2026, 16:22

Il maestro torinese Claudio Chiavazza a MiTo: “Festival intelligente: valorizza i giovani e le realtà torinesi" [INTERVISTA]

Mercoledì 16 settembre il direttore del Coro Maghini suonerà a Milano con la direttrice Speranza Cappucci: "Il concerto in piazza San Carlo? Non mi manca”

Il maestro torinese Claudio Chiavazza protagonista a MiTo

Il Coro dell’Accademia Maghini si prepara per MiTo Settembre Musica. Una presenza quella del gruppo torinese che è stata costante negli anni e che nell’edizione 2026 trova il suo punto di orgoglio con l’esibizione a Milano insieme alla direttrice, Speranza Scappucci. 

Abbiamo fatto due chiacchiere con Claudio Chiavazza, direttore artistico del Coro che ha seguito Settembre Musica sin dalla sua nascita, prima come spettatore e poi come professionista. 

“Quest’anno proporremo il concerto con Gioachino Rossini Stabat Mater per soli, coro e orchestra. È uno dei progetti principali, siamo particolarmente orgogliosi”. 

Come è cambiato MiTo nel tempo? 
“Ho un ricordo nostalgico dei primi anni, con le chiese affollate, la gente seduta per terra, erano dei momenti straordinari. Poi il festival si è evoluto, gli anni di Restagno sono stati anni forti come contenuti, ma con maggiori risorse. Era un festival straordinario. Oggi ha mantenuto la sua unicità e, mi permetterei di dire, come tutte le cose torinesi, un festival intelligente, questa edizione in particolare”.

In che modo intelligente? 
“Intanto per la tematica, harmonia. In un momento così è assolutamente importante. Certo non siamo tutti amici nel mondo della musica, va detto. Ma c’è una sana competizione verso il bello. Di fronte alla caduta di tanti valori delle cultura e della convivenza civile, è importante fare armonia tra le cose artistiche e sociali. Lo ritengo un festival intelligente anche per il grande spazio lasciato ai giovani e per la valorizzazione delle realtà e delle risorse musicali locali torinesi”.

I giovani a suo avviso seguono la manifestazione? 
“Direi che si può dire che è fatta dai giovani per i giovani. Per loro è uno stimolo”.

Quest’anno manca ancora il concerto in piazza San Carlo, le manca? 
“Non mi manca, no. L’ho anche fatto negli anni passati, ma ritengo che Toscanini avesse ragione quando diceva che all’aperto si può giocare a bocce e mangiare pane e salame. La musica bisogna farla nei luoghi deputati. Questa sarà una visione, retriva, eppure non sono un conservatore. Ma se vogliamo valorizzare la musica c’è un limite oltre il quale perde il suo valore e il suo significato”. 

Come vede il futuro di MiTo? 
“Voglio seguire questa manifestazione diretta per la prima volta da Scappucci. Poi vedremo, ci sono molti filoni che si possono sviluppare”.