(Adnkronos) - Il Comune di Crans Montana era a conoscenza del fatto che la schiuma fonoassorbente del Constellation era infiammabile. Qualcuno all'interno dell'amministrazione lo sapeva e lo aveva anche messo per iscritto ben prima della strage in una mail che però è rimasta finora fuori dagli atti dell'inchiesta sull'incendio di Capodanno che ha provocato la morte di 41 ragazzi e il ferimento di altri 115 in maniera grave. L'autrice del messaggio sarebbe Rose Marie Clavien, responsabile dell'edilizia del Comune dal 2017 al 2024. La scorsa settimana l'ex funzionaria è stata convocata a Sion come persona informata sui fatti. Poi gli inquirenti le hanno mostrato l'email. Secondo quanto rivelato dal quotidiano svizzero Tages-Anzeiger, citato da 'Il Messaggero', nel documento era la stessa Clavien ad avvertire, con una mail interna, che bisognava prestare attenzione alla schiuma utilizzata per l'isolamento acustico del locale e che poteva provocare un rogo. Davanti a quelle righe, l'ex dirigente si è avvalsa della facoltà di non rispondere e da persona informata sui fatti, ora è indagata.
Una mail che dimostrerebbe quindi, continua il quotidiano, che il rischio rappresentato dalla schiuma non era conosciuto soltanto dai gestori del Constellation, ma anche dal Comune stesso o da chi ci lavorava. Già agli atti c'è infatti un altro messaggio, datato 13 dicembre 2019, scritto da Jessica Moretti (la proprietaria del locale) a una dipendente e la raccomandazione era esplicita: fare attenzione alle fontane pirotecniche perché, se le scintille avessero raggiunto la schiuma, 'il Constel si brucerà'. Interrogata lo scorso 5 giugno, Moretti ha sostenuto che quella frase fosse ironica e dovesse essere interpretata in senso figurato. Adesso però a quell'avvertimento se ne aggiunge un altro. E questa volta arriva da chi, all'epoca, aveva responsabilità pubbliche sull'edilizia comunale.
Le nuove carte, secondo il quotidiano zurighese, allargano inoltre i dubbi all'intero edificio che ospitava il locale. Lo Chalet Constellation, costruito nel 1968, comprendeva il bar al piano terra, undici appartamenti e diversi spazi commerciali. Un controllo effettuato nel 2020 avrebbe riscontrato carenze negli impianti di combustione della maggior parte degli appartamenti. E le carte citate dal 'Tages-Anzeiger' allargano i dubbi all'intero sistema dei controlli antincendio del Vallese, non solo al Constellation dei Moretti. Ci sarebbero documenti cantonali del 2019 e del 2020 che mostrerebbero verifiche incomplete: inoltre il 90% dei casi esaminati mancava il certificato necessario ad attestare che un impianto, dopo essere stato dichiarato non a norma, fosse stato effettivamente messo in sicurezza prima di tornare in funzione. A Crans-Montana non c'era una commissione antincendio: i controlli facevano capo a Ken Jacquemoud, responsabile comunale della sicurezza e della prevenzione roghi. È lui l'uomo che per anni si è occupato delle verifiche sul territorio e che oggi figura a sua volta tra gli indagati nell'inchiesta sulla strage.