Presenza record alla Mostra con 9 titoli sostenuti dal sistema audiovisivo regionale. Nel 2026 già 140 produzioni e oltre 700 giornate di riprese. La Regione Piemonte porta alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il proprio modello di sviluppo dell’audiovisivo e prosegue il confronto tra le Regioni sul futuro del settore.
L’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ha partecipato al panel “Fare sistema per il cinema. Il contributo delle Regioni”, organizzato dalla Regione Veneto nello Spazio regionale all’Hotel Excelsior del Lido. Un format di confronto tra gli assessori regionali alla Cultura già promosso dalla Regione Piemonte lo scorso maggio, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, e che a Venezia si è concentrato sul cinema e sull’audiovisivo, mettendo attorno allo stesso tavolo le Regioni e i rappresentanti del Parlamento per ragionare sul ruolo dei territori e sulla costruzione di una strategia nazionale sempre più coordinata per il settore.
Il confronto di Venezia assume un significato ancora più rilevante alla luce del via libera arrivato oggi dalla Camera, in prima lettura, al Testo unico sul cinema, approvato con un ampio consenso parlamentare e ora atteso al Senato. Il provvedimento interviene sull’assetto complessivo del settore e prevede, tra le principali novità, la nascita dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, alla quale saranno affidate funzioni gestionali, operative e di attuazione. Un passaggio che rende ancora più centrale il confronto con le Regioni e il contributo maturato sui territori nella costruzione delle politiche nazionali per il cinema e l’audiovisivo.
«Il cinema oggi non può essere considerato soltanto una politica culturale: è industria, lavoro, innovazione, formazione e capacità di attrarre investimenti e raccontare i territori – sottolinea l’assessore Marina Chiarelli –. Il confronto avviato a Venezia è importante perché mette le Regioni nella condizione di condividere esperienze e modelli e di contribuire alla costruzione delle future politiche nazionali per l’audiovisivo. Il Piemonte arriva a questo tavolo con un sistema che negli anni ha saputo crescere, mettendo insieme risorse pubbliche, Film Commission, imprese, professionisti e territori. Ora la sfida è fare un passo ulteriore: rafforzare il coordinamento nazionale senza perdere le specificità e le competenze che le Regioni hanno costruito sul campo».
A raccontare la crescita del sistema piemontese sono innanzitutto i numeri. Al 1° settembre 2026 sono già 140 i progetti audiovisivi realizzati sul territorio regionale, per oltre 700 giornate di riprese. Il Piemonte Film TV Fund può contare nel 2026 su una dotazione complessiva di quasi 8 milioni di euro, di cui, per la seconda sessione aperta il 31 agosto con chiusura il prossimo 2 ottobre, mette a disposizione 3,92 milioni di euro. A questi strumenti si affianca il sistema di fondi e attività sviluppato insieme a Film Commission Torino Piemonte, con l’obiettivo di accompagnare le produzioni, sostenere le imprese e favorire la crescita delle professionalità locali. Una filiera che oggi significa oltre 13,3 milioni di euro di risorse regionali nel 2026 destinate al sistema cinema. Un modello che trova a Venezia una delle sue vetrine più importanti. Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica il Piemonte registra infatti un risultato senza precedenti: nove titoli sostenuti dal sistema audiovisivo regionale sono stati selezionati nelle diverse sezioni della Mostra, il numero più alto mai raggiunto.
Nella Selezione ufficiale figurano “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis e “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, entrambi in concorso per il Leone d’Oro; “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi, film d’apertura della sezione Orizzonti; “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, in concorso nella stessa sezione; e il cortometraggio “Il senso della terra” di Alessandro Ingaria e Simone Massi, presentato fuori concorso in Orizzonti. A questi si aggiungono “Il grande Giaffa” di Marco Santi, “Gusci” di Elisa Chiari e Francesca Trovato e “Rider” di Roan Johnson e Davide “Dade” Pavanello, presenti alla Settimana Internazionale della Critica, e “Uno si distrae al bivio” di Alessandra Lancellotti, presentato alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.
«Nove titoli a Venezia non sono soltanto un record – prosegue Chiarelli – ma il risultato visibile di un lavoro che parte molto prima del red carpet. Dietro ogni produzione ci sono imprese, maestranze, professionisti, luoghi e competenze. È questa filiera che vogliamo continuare a far crescere. Quando una produzione sceglie il Piemonte genera economia sul territorio e, nello stesso tempo, porta le nostre città e i nostri paesaggi davanti a un pubblico nazionale e internazionale. La cultura diventa così anche una leva concreta di sviluppo».
La partecipazione al tavolo di Venezia si inserisce quindi in una strategia regionale che punta a consolidare il Piemonte come ecosistema competitivo dell’audiovisivo, capace non soltanto di attrarre produzioni, ma di accompagnarne lo sviluppo, sostenere la filiera locale, favorire nuove professionalità e trasformare gli investimenti culturali in opportunità economiche e occupazionali.
«Il risultato che vogliamo raggiungere è un sistema italiano più forte nel quale Stato e Regioni lavorino insieme, mettendo in rete strumenti, competenze e capacità di investimento. Il Piemonte è pronto a fare la propria parte e Venezia ci restituisce un dato molto chiaro: quando cultura e politiche di sviluppo procedono nella stessa direzione, i risultati arrivano e diventano patrimonio dell’intero territorio» conclude l'assessore Chiarelli.
Al confronto che si è tenuto, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, il componente della Commissione Cultura Gimmi Cangiano e gli assessori alla Cultura di Veneto, Lombardia, Liguria, Puglia, Emilia-Romagna, Campania e Friuli Venezia Giulia.