Ha custodito per decenni i racconti delle partenze malinconiche e dei ritrovi festosi tra connazionali.
Compie 100 anni il 27 ottobre Michele Colombino, grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana, fondatore nel 1981 di ‘Piemontesi del mondo’, associazione che è punto di riferimento nel promuovere i gemellaggi e incontri internazionali, nel mantenere i contatti con gli emigrati all’estero e conservare le loro memorie. “Mai più avrei pensato di arrivare a 100 anni ancora in servizio” sorride Colombino che ha già preparato il discorso per il 2° Incontro Internazionale dei Piemontesi nel mondo, in programma domenica 13 settembre a San Pietro Val Lemina. E se dovrà leggerlo, anziché pronunciarlo a memoria, probabilmente lo farà senza gli occhiali che non si è mai rassegnato ad indossare.
Delegazioni in arrivo da tutto il mondo
“L’emozione è grande per la festa di domenica, stanno arrivando nel Pinerolese delegazioni da tutto il mondo per l’occasione. Ma sono contento perché avrò l’occasione di ripetere l’imperativo che mi ha guidato finora: quello di non dimenticare” racconta.
All’evento che prenderà il via alle 11 al Monumento ai Piemontesi nel mondo in piazza Piemonte parteciperanno infatti gruppi provenienti da diverse città dell’Argentina e della Francia, ma anche dalla Germania, dall’Australia, dal Messico, dallo Zambia e dalla Cina. Il 1° Incontro Internazionale dei Piemontesi nel mondo si era tenuto nel 1982.
Al pomeriggio si festeggeranno i cento anni del fondatore, e presidente dell’associazione ‘Piemontesi del mondo’, con un concerto in cui saranno protagoniste le fisarmoniche. Strumenti che probabilmente, Colombino ha ascoltato più volte anche nei saloni delle feste argentini durante numerosi viaggi che l’hanno portato oltre oceano.
Lo ‘Zio d’America’ di Colombino
Il primo fu nel 1972: “Ma in Argentina ci tornai altre 55 volte. I viaggi per me erano diventati come ciliegie: uno tirava l’altro”. L’interesse per quel paese è nato dalle vicende di uno zio: “Viveva a Cavour e faceva il contadino. Aveva diversi campi vicino alla confluenza tra il Pellice e il Chisone che periodicamente venivano allagati mandando a monte il raccolto”. La frustrazione con gli anni divenne sempre più insopportabile: “Diceva: ‘Non è possibile! Ci mettiamo così tanto lavoro e poi quando arriva il momento di raccogliere l’acqua si porta via tutto”. Questa situazione spinse lo zio a fare le valigie: “Partì per l’Argentina senza avere la minima idea di ciò che avrebbe trovato – rivela Colombino –. Ma allora era così: chi aveva i soldi comprava il biglietto per la nave, tutti gli altri attraversavano le montagne alla bell’e meglio ed emigravano in Francia”. Ma Colombino nel frattempo ha visto anche tante persone attraversare l’oceano in senso opposto, soprattutto negli anni più bui dell’Argentina: “Le radici d’altronde sono radici: quando affrontiamo delle difficoltà ci permettono di rimanere agganciati alla speranza”.
Il monumento dei sorrisi
Tra le soddisfazioni più grandi, Colombino annovera la costruzione del Monumento ai Piemontesi nel mondo, da dove domenica partiranno le celebrazioni. È stato inaugurato nel 1974, quando lui era sindaco di San Pietro Val Lemina: “Volevamo contribuire in maniera concreta, e con stile, a ricordare chi ha lasciato nei secoli dalla nostra Regione per andare a lavorare e vivere all’estero”. La piazza in cui si trova l’opera inoltre è stata intitolata al Piemonte: “È stata la prima nei confini regionali a fregiarsi di questo nome” aggiunge.
Il monumento gli ha riservato soddisfazioni anche negli anni successivi: “È sempre stato commovente vedere le famiglie di origine piemontese in visita dall’estero che si riunivano in piazza a San Pietro Val Lemina per fare una foto davanti al monumento a loro dedicato”.