Scuola e formazione - 16 settembre 2026, 17:45

Politecnico tra Usa, sport e Pollenzo: “Possiamo essere il vivaio dei grandi atenei mondiali, ma anche formare atleti”

Il rettore Corgnati guarda oltre oceano: “Siamo attrattivi per formazione, ma anche sistemazioni e sport, imitando i gruppi delle Forze armate”. Sempre più stretti i legami con l’ateneo del cibo

Il rettore del Politecnico Stefano Corgnati

Una studentessa statunitense che proprio in questi giorni viene a Torino per studiare Architettura. Ecco la testa di ponte per il futuro che il Politecnico di Torino vede davanti a sé. O, almeno, una sua porzione. Parola del rettore Stefano Corgnati, arrivato all’anno centrale del suo mandato.

Te la do io, l’America

La grande sfida per gli USA è portare qui gli studenti per la triennale - dice Corgnati - vogliamo essere il settore giovanile di coloro che un domani andranno a Stanford. La nostra formazione di base gode di ottima fama e mi piace l’idea di avere la possibilità di dare un contributo prima di prendere il volo verso le top University mondiali”.

Obiettivo 50

Sarebbe bello arrivare a circa 50 studenti (ora sono una decina, per periodi anche diversi, ndr) - prosegue - ragionando non solo sulla loro collocazione abitativa, ma anche nella possibilità di fare sport. Questo amplia il concetto di attrattività dell’ateneo, senza dimenticare che i costi sono molto inferiori alle loro tasse universitarie”. A dicembre la prima missione oltre oceano finalizzato a dialogare non tanto con gli atenei, ma con le famiglie. “Soprattutto quelle di origine italiana, che già conoscono e sono legate alla nostra cultura”.

Internazionalizzazione a 360 gradi

Si chiude così quel cerchio di internazionalizzazione che nei mesi scorsi ha toccato il Brasile e prima ancora l’Est Europa. “Il messaggio è sempre lo stesso: trasmettere la qualità del nostro sistema di insegnamento”.

Posti letto e sport 

E su questo cammino “si stanno facendo passi avanti sia per i posti letto, sia per i collegamenti e infrastrutture”, garantisce Corgnati. “Una cornice nella quale si sviluppano dinamiche preziose di inserimento tra i ragazzi. Così come per quanto riguarda le opportunità sportive”.

Gruppi sportivi come le forze armate

Al momento, in Italia, meno del 15% degli studenti universitari pratica lo sport. Al Poli si scende al 13,5%. “Vogliamo dare incentivi a praticare sport, magari riconoscendo dei crediti. Stiamo immaginando di avere i gruppi sportivi universitari esattamente come sono riconosciuti quelli delle forze armate”, aggiunge il rettore. “Non posso pensare che la scelta dell’Università possa chiudere la porta a fare sport agonistico o viceversa”. Ecco perché in occasione della presentazione del nuovo anno accademico del Poli sarà lanciato il Gruppo interdipartimentale per lo sport.

L’atleta inquadrato in questa maniera potrà ricevere una borsa di studio e nel frattempo compiere un percorso formativo  specializzato, con gradazioni (talento e risultati) diverse e in forma di dual career.

Sport e non solo

E lo sport non andrà avanti da solo: “Con sé porta enorme innovazione tecnologica: dai nuovi materiali alla sensoristica, fino all’analisi dei dati - dice Corgnati - ma puntiamo anche alla cura del cibo e della salute. Sono tutti aspetti fondamentali nella formazione di una persona, di uno studente universitario. Vorrei arrivare al 26% di studenti che fanno sport, soprattutto in una città che ha strutture per fare qualunque disciplina: dall’arrampicata al canottaggio. Scoprire il proprio talento vuol dire anche mettere a fuoco la propria attitudine a fare un tipo di sport”.

E ancora: “In passato forse in questo ateneo sono mancati i momenti di comunità. In prospettiva, sarà importante avere strutture anche all’interno del campus”. 

Il legame con Pollenzo

Infine, se si parla di cibo non può che rafforzarsi il legame con Pollenzo. “Un ateneo che consideriamo quasi gemello - dice Corgnati - c’è totale sintonia per creare un polo fatto da tecnologia e cultura del cibo. Una prospettiva che ci fa guardare a un centro interateneo che coinvolge ovviamente anche le tante filiere delle aziende del settore food, dalla produzione al packaging”. E tra i temi più attuali ci sono le gestioni delle risorse, a cominciare dall’acqua. Ma anche la gestione del cibo durante la lavorazione. “Fino al controllo della filiera del cibo: una capacità sempre più richiesta dal settore, insieme al marketing del cibo”.