Un prima e un dopo che raccontano due concezioni opposte dello spazio pubblico a Borgo San Paolo. Il tratto di corso Racconigi compreso tra via Monginevro e piazza Robilant si presenta oggi con una veste completamente nuova al termine del cantiere da circa 611 mila euro finanziato con i fondi Pnrr del programma PINQuA. La metamorfosi dell'asse viario ha ridisegnato la spina centrale del viale, ma riporta al centro del dibattito di quartiere una domanda inevitabile: era meglio prima, con la sua spontaneità e abitudine pragmatica, o è meglio oggi, con un assetto rigido, sostenibile e ordinato?
Com'era: auto sotto gli alberi, buche e pozzanghere
Fino a poche settimane fa, il viale centrale di corso Racconigi si presentava come una tipica banchina torinese segnata dal tempo e dall'uso intensivo delle automobili. La sosta selvaggia ed irregolare tra le alberate storiche era diventata la prassi, con i veicoli parcheggiati spesso a ridosso dei tronchi, con il rischio di danneggiare le radici delle piante e di impedire il passaggio sicuro ai pedoni. A questo si aggiungeva uno stato del suolo fortemente degradato: l'asfalto rovinato e la terra battuta si trasformavano regolarmente in un reticolo di buche, polvere in estate e fango con allagamenti a ogni precipitazione abbondante, rendendo difficoltoso il camminamento per anziani e passeggini.
Com'è oggi: pavimentazione drenante e ciclabile protetta
Oggi la banchina centrale si presenta come una vera e propria "rambla" urbana. Oltre 4.500 metri quadrati di superficie sono stati completamente de-impermeabilizzati impiegando calcestruzzo drenante, masselli filtranti e autobloccanti forati, progettati per assorbire l'acqua piovana e combattere l'effetto "isola di calore". Il nuovo viale ospita un doppio percorso pedonale, una pista ciclabile bidirezionale continua e protetta e tre attraversamenti rialzati all'altezza di via Pollenzo per rallentare il traffico. Le auto restano confinate nelle due corsie di marcia tradizionali per ciascun senso e negli stalli regolamentati, mettendo al riparo il fusto e la base degli alberi.
È meglio oggi più ordinato o prima?
Come per ogni grande intervento di rigenerazione urbana, il cambio di volto accende il confronto tra i residenti e i frequentatori del quartiere. Da un lato c'è chi promuove a pieni voti il nuovo corso, apprezzando la scomparsa delle barriere architettoniche e la possibilità di passeggiare o pedalare in sicurezza in uno spazio finalmente "a misura di persona". Dall'altro, non manca chi guarda con un pizzico di nostalgia al passato o storce il naso di fronte a un'organizzazione più rigida degli spazi, dove la libertà di parcheggio "selvaggio" ha lasciato il posto a regole stringenti e corsie delimitate. Un dubbio che solo l'uso quotidiano del viale nei prossimi mesi saprà sciogliere.
L'ultimo tratto
E non solo, perché si guarda anche al futuro. “Grazie ai fondi europei abbiamo completamente cambiato, esteticamente, corso Racconigi - spiega il coordinatore alla Viabilità della Circoscrizione 3, Marco Titli -. E alla luce dei risultati, secondo me, ora manca solo più l’ultimo pezzo, quello tra corso Vittorio e corso Francia. Bisognerà capire nei prossimi anni dove trovare le risorse per investire su quell’ultimo tratto”.