Eventi - 20 settembre 2026, 07:10

Amarcord Italia '61: le immagini, la cronaca e i cimeli di un'epoca irripetibile [FOTO]

Inaugurata la mostra che ripercorre l'Esposizione tra le meraviglie del Palavela e i ritagli dei giornali d'epoca

A Torino la mostra su Italia '61(in foto Piero D'Alessandro, uno dei curatori)

Esiste una Torino che guardava al domani con occhi pieni di meraviglia, dove il futuro si muoveva silenzioso su una monorotaia sospesa tra il Po e le colline e le architetture avveniristiche ridefinivano la mappa della città. Quel sogno a occhi aperti torna a vivere in corso Bramante 58/7 grazie all'inaugurazione della mostra “Bentornata, Italia ’61!”, promossa dalla Fondazione Giubileo per la Cultura in collaborazione con l'associazione “Amici di Italia '61” e con il patrocinio della Circoscrizione 8.

40 anni di passione 

Dietro al percorso espositivo, visitabile su prenotazione fino al 22 novembre 2026, c'è lo straordinario lavoro di ricerca portato avanti per oltre quarant'anni da Mario Abrate e Piero D'Alessandro. Un patrimonio di memoria che riapre i cassetti del ricordo di un’epoca in cui Torino non era soltanto la capitale dell'auto, ma il baricentro dell'immaginario tecnologico ed estetico della nazione.

Passeggiando tra le teche e i pannelli si ripercorre un tempo in cui la città terminava all'altezza di via Ventimiglia. Le immagini d'epoca raccontano il cantiere a cielo aperto, le demolizioni e la nascita di un quartiere simbolo. Una parete intera è dedicata ai quotidiani del 1961 che proclamavano la nascita del Centenario dell'Unità d'Italia, affiancata da riproduzioni su forex di cartoline, manifesti pubblicitari, riviste, francobolli filatelici e persino medaglie sportive del tempo.

Dai padiglioni del futuro alle attrazioni da fiaba

Il viaggio visivo e documentale rievoca i luoghi simbolo dell'Esposizione Internazionale. C’è il Palazzo del Lavoro, immensa cattedrale di acciaio e vetro disegnata da Pier Luigi Nervi, che accoglieva ben 23 nazioni, comprese alcune realtà extraeuropee che di lì a poco si sarebbero divise negli scenari della Guerra Fredda. C’è il Palavela, di cui si racconta la trasformazione eclettica: dalle eccellenze del design industriale al Museo dell'Aviazione, fino alla sua attuale vita da tempio del ghiaccio. E c’è la Mostra delle Regioni, dove oggi sorge il Campus Onu, con ogni padiglione che gareggiava nell'esporre il meglio del saper fare italiano.

Spazio anche al divertimento dell'epoca: la magia del Circarama Walt Disney con la sua proiezione a 360 gradi, il grandioso Luna Park, gli stand del Ministero del Lavoro, la sezione dedicata all'esposizione botanica Flor 61 e la celebre fontana luminosa sul Po, il cui spettacolare gioco d'acqua e luci brilla ancora vivido nei ricordi e nelle foto esposte.

L'incredibile giallo della Monorotaia

Tra le curiosità più suggestive ed emozionanti in mostra risalta il destino drammatico della famosa Monorotaia Alweg, il treno futuristico di fabbricazione tedesca con carrozzeria curata da Ghia che rimase in funzione fino al 1969. Un pannello espone un piccolo ma emblematico trafiletto, datato 18 dicembre 1979, intitolato "Attacco di vandali alla monorotaia". Il ritaglio d'epoca documenta la cronaca dell'incendio doloso - innescato forse da una bomba molotov e preceduto da un'esplosione avvertita dai residenti della zona - che distrusse la motrice ricoverata nella stazione a palafitta di corso Unità d'Italia.

Il fumo nero denso, mescolatosi alla tipica nebbia invernale di allora, e l'oscurità ostacolarono i vigili del fuoco, riducendo la struttura a uno scheletro bruciato. Un tragico episodio arrivato dopo che già ad ottobre dell'anno prima alcuni vandali avevano provocato un rogo nel tentativo di smontare l'impianto elettrico. Di quello straordinario convoglio che fece sognare Torino in mostra è sopravvissuta soltanto una placca metallica originale scampata alle fiamme, testimonianza visiva di un pezzo di storia andato perduto.

A completare il quadro di una Torino all'avanguardia non mancano chicche storiche come la seggiola Reguitti e i vassoi originali del primo ristorante Self-Service d'Italia (realizzato dall'imprenditore Giuseppe Musso su ispirazione dei locali americani), fino ai dischi e agli inviti dell'epoca. Una mostra che non offre solo nostalgia, ma restituisce intatto l'entusiasmo di una città che non aveva paura di immaginare il domani.

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61

A Torino la mostra su Italia '61