Economia e lavoro - 22 settembre 2026, 19:09

Torino supera la Muraglia: patto con Confesercenti per coinvolgere gli imprenditori cinesi

Siglate intese per coinvolgere oltre 3200 imprenditori solo nell’area metropolitana, di cui 1700 tra ristorazione e turismo

A Torino patto con Confesercenti per coinvolgere gli imprenditori cinesi

Torino e la Cina, ancora più vicini. Confesercenti apre le sue porte alle attività imprenditoriali che hanno al timone un cittadino cinese. Si tratta di oltre 3200 imprenditori nella sola area metropolitana, di cui 1700 operano nei settori della ristora e del turismo. In tutto il Piemonte se ne contano quasi 5600, di cui oltre 3000 nel turismo.

Tre le convenzioni siglate nell’ambito dell’accordo con le singole realtà, alla presenza di Vincenzo Nettis (presidente Confesercenti) e i rappresentanti delle associazioni cinesi a Torino e in Piemonte: Jinyue Chen, Yungong Hu, Xiaoting He e Cheng Min.

Momento storico

“Si tratta di un momento storico e che non ha precedenti in Italia - sottolinea Nettis - perché andiamo ad arricchire il sistema commerciale e imprenditoriale aggiungendo energie, prospettive e professionalità. Vogliamo creare un coinvolgimento concreto nel tessuto economico di un fenomeno in forte crescita. Ci sono tanti giovani, tante donne e sono fortemente radicati sul nostro territorio. Ora saranno una componente attiva del nostro mondo associativo. La comunità cinese con questa intesa mostra di voler abbandonare ogni prospettiva di autoreferenzialità”.

Uno sportello ad hoc

“In Confesercenti apriremo uno sportello apposito per l’integrazione e mediazione culturale - aggiunge -. Avviamo un progetto che allarga gli orizzonti e include. Anche in questo modo si rafforza il commercio di prossimità”.

Creare ponti tra culture 

“Attraverso le associazioni di categoria è importante stringere legami ancora più forti con la comunità cinese. Dobbiamo creare ponti culturali e fornire servizi, anche in un'ottica di turismo che cresce sempre di più. Inoltre è molto forte la presenza femminile, che supera il 50% e speriamo possano fare sempre più parte dei nostri organismi dedicati alle donne”, dice il presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta.

La vera integrazione nasce dall’incontro

“Ci auguriamo di saper unire lo spirito imprenditoriale delle prime generazioni alle competenze e prospettive di quelle del futuro - dice Xiaoting He, presidente dell’associazione Forze delle donne -. La vera integrazione nasce dall’incontro e dalla conoscenza reciproca”.

Si apre una nuova fase

“Per noi non si tratta solo di firmare un documento, ma una nuova fase di conoscenza comune e collaborazione”,  dice JinYue Chen, presidente dell’associazione commercianti cinesi in Piemonte. “Abbiamo sempre lavorato con impegno per contribuire allo sviluppo del territorio in cui viviamo. Potremo condividere possibilità di crescita e progetti di sviluppo, ma anche il supporto reciproco magari di fronte a difficoltà di fronte alla lingua o alla cultura. E poi condivideremo risorse e opportunità per far conoscere servizi al mercato cinese e viceversa”.

Una nuova tappa per la comunità 

E Yungong Hu, presidente degli industriali e commercianti cinesi a Torino, conclude: “È un momento importante che segna una nuova tappa per la comunità imprenditoriale cinese e il sistema associativo del territorio. Torino ed il cuore del Piemonte ed è un polo di riferimento per l’economia italiana. Vogliamo favorire maggiore conoscenza e facilitare i rapporti con le istituzioni. Ma soprattutto cambia la fase: da coesistenza a partecipazione condivisa del territorio. Correttezza, legalità, rispetto delle regole saranno i valori che accompagneranno il futuro della nostra collaborazione. E faremo da ponte tra Italia e Cina”.

Lungo lavoro

“Abbiamo lavorato per mesi a questa intesa – conclude Fulvio Griffa, vicepresidene di Confesercenti e uno dei grandi tessitori di questo accordo – e, prima ancora di firmarla, abbiamo già ricevuto oltre cento adesioni che contiamo di aumentare in modo esponenziale nei prossimi mesi. Sono persone giovani, convinte che il loro orizzonte di vita e di lavoro sia qui. Possiamo essere apripista per un modello che sarà replicato in altre zone d’Italia”.