Una diffusione che, però, porta con sé anche qualche rischio. Il principale è considerarli prodotti innocui per definizione e assumerli senza chiedersi se siano realmente necessari, magari combinando più formulazioni sulla base di una pubblicità, del consiglio di un conoscente o dell'ultima tendenza circolata sui social.
Naturale, infatti, non significa automaticamente privo di effetti. E assumere più integratori non significa necessariamente ottenere maggiori benefici.
Il falso mito del “male non fa”
Una delle convinzioni più diffuse è che un integratore, non essendo un farmaco, possa essere assunto con particolare leggerezza.
La realtà è più complessa. Vitamine, minerali e altre sostanze presenti negli integratori interagiscono con l'organismo e le quantità assunte contano. In alcuni casi un apporto eccessivo può essere inutile; in altri può determinare effetti indesiderati o creare sovrapposizioni con nutrienti già presenti nella dieta o in altri prodotti utilizzati contemporaneamente.
Il problema può nascere proprio dalla quotidianità. Un multivitaminico al mattino, un prodotto specifico durante la giornata e magari un altro integratore la sera possono contenere alcuni degli stessi nutrienti senza che il consumatore se ne accorga.
Per questo leggere la composizione e le quantità riportate in etichetta è importante almeno quanto scegliere quale prodotto acquistare.
Prima dell'integratore viene il bisogno reale
L'integrazione ha senso quando risponde a un'esigenza concreta.
Carenze nutrizionali, particolari condizioni fisiologiche, abitudini alimentari o specifiche necessità possono rendere appropriato ricorrere a un integratore. Ma trasformarne l'assunzione in un gesto automatico rischia di far perdere di vista il punto essenziale: un integratore dovrebbe integrare qualcosa di cui l'organismo ha bisogno, non essere assunto semplicemente perché “potrebbe fare bene”.
Lo stesso vale per i prodotti diventati particolarmente popolari negli ultimi anni. La notorietà di un ingrediente non è sufficiente per stabilire che sia necessario per chiunque.
E soprattutto gli integratori non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata né uno stile di vita sano.
Etichette e trasparenza diventano decisive
Con l'aumento dell'offerta, per il consumatore è diventato anche più difficile orientarsi.
Due prodotti apparentemente simili possono differire per composizione, quantità degli ingredienti, modalità di assunzione e caratteristiche delle materie prime. Da qui l'importanza di valutare non soltanto il nome dell'ingrediente evidenziato sulla confezione, ma l'intera formulazione.
Una comunicazione chiara dovrebbe permettere di capire rapidamente cosa contiene il prodotto, in quale quantità e come deve essere utilizzato.
È proprio sulla maggiore trasparenza delle informazioni che stanno puntando anche diversi operatori specializzati. Tra questi c'è BellaLab.it, e-commerce dedicato agli integratori alimentari, che accompagna la propria offerta con informazioni sulla composizione e sulle caratteristiche dei prodotti.
Un aspetto che assume particolare rilevanza in un settore nel quale il consumatore è spesso chiamato a confrontare autonomamente decine di alternative.
Il problema delle promesse troppo semplici
A complicare ulteriormente le scelte c'è il modo in cui il mondo del benessere viene raccontato online.
Messaggi brevi, trasformazioni promesse in poche settimane e formule presentate come adatte praticamente a tutti possono creare aspettative difficili da sostenere. L'integrazione, invece, non può essere separata dal contesto individuale.
Età, alimentazione, attività fisica, eventuali terapie e condizioni personali possono modificare completamente l'opportunità di assumere un determinato prodotto.
Il rischio è quello di attribuire all'integratore una funzione che non possiede: quella di compensare automaticamente un'alimentazione poco equilibrata, abitudini scorrette o problemi che richiederebbero una valutazione professionale.
Più attenzione alla salute non significa sempre più consapevolezza
Negli ultimi anni l'interesse verso alimentazione, attività fisica e benessere è cresciuto notevolmente. Parallelamente si è moltiplicata la quantità di informazioni disponibili online.
Ma più informazioni non significano necessariamente informazioni migliori.
Social network, influencer, forum e passaparola possono contribuire a far conoscere determinati prodotti, ma non possono stabilire se siano indicati per la singola persona.
Prima di iniziare un'integrazione è quindi utile fare alcune verifiche semplici: controllare gli ingredienti, confrontare le quantità presenti nei diversi prodotti già utilizzati, rispettare le modalità d'uso riportate in etichetta ed evitare di aumentare autonomamente le dosi nella convinzione di ottenere risultati più rapidamente.
Particolare attenzione è opportuna quando si assumono farmaci, in presenza di patologie, durante gravidanza e allattamento o quando si vogliono utilizzare contemporaneamente numerosi prodotti. In questi casi il confronto con il medico, il farmacista o un altro professionista sanitario può aiutare a evitare associazioni inappropriate.
L'integrazione consapevole parte dalle domande, non dagli acquisti
Il punto, dunque, non è considerare gli integratori utili o inutili in assoluto.
La differenza sta nel modo in cui vengono scelti.
Chiedersi perché si vuole assumere un determinato prodotto, controllarne la composizione, evitare duplicazioni e distinguere le informazioni affidabili dalle promesse commerciali sono passaggi semplici, ma fondamentali.
In un mercato che propone continuamente nuove formulazioni e nuovi ingredienti, assumere più prodotti non equivale necessariamente a prendersi maggiormente cura della propria salute.
A fare la differenza, molto più della quantità, resta la consapevolezza con cui vengono utilizzati.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.