Tra i lotti si trovano capi tutt’altro che nuovi e talvolta molto eccentrici, dei quali è difficile ricostruire l’origine e persino il brand. Eppure, iniziative di questo tipo riscuotono un enorme successo tra i giovani, per i quali la differenza di valore tra capi di lusso e pezzi di seconda mano sembra essere ormai inesistente e che, con ancora maggiore curiosità e interesse, esplorano i brand locali. Per un marchio di moda, un’alternativa di questo tipo amplia la cerchia dei concorrenti: per conquistare l’attenzione del consumatore bisogna competere persino con capi appartenenti a collezioni di dieci anni fa.
Il modo in cui stanno cambiando le abitudini dei consumatori e, più in generale, il modo in cui si sta trasformando l’industria della moda rappresentano un tema interessante da discutere e una questione su cui oggi tutti gli operatori del settore devono riflettere, dai produttori del lusso ai venditori di vintage. Forse nessun altro settore si trova ad affrontare un numero così elevato di fattori di cambiamento contemporaneamente e deve reagire a essi con altrettanta rapidità. In un contesto di trasformazioni sempre più accelerate, acquistano un ruolo crescente gli eventi che permettono di analizzare questi processi, integrare le innovazioni ed elaborare nuove strategie di sviluppo, come il BRICS+ Fashion Summit, il forum delle industrie della moda delle economie in rapida crescita, che si terrà a Mosca dal 28 al 30 settembre.
Il consumatore non rinuncia al lusso
Il partecipante italiano al prossimo BRICS+ Fashion Summit, Antonio Alizzi, professore della Rome Business School, ritiene che l’interesse dei giovani per i brand locali non significhi ancora un rifiuto delle maison affermate. Allo stesso tempo, il patrimonio italiano non è più sufficiente, da solo, a fidelizzare i giovani consumatori. Alizzi descrive così le loro scelte: «Per la moda italiana, il patrimonio storico rimane una risorsa potente, ma non è più sufficiente da solo a garantire la fedeltà delle generazioni più giovani. Gucci, Prada o Valentino possono essere percepiti più come brand culturali globali di origine italiana che come espressioni dell’identità nazionale. I consumi della Gen Z sono quindi frammentati: vintage, fast fashion, brand indipendenti e lusso convivono, talvolta all’interno dello stesso consumatore».
È d’accordo con lui il relatore turco Cem Altan, membro del Comitato esecutivo dell’International Apparel Federation: «In molti mercati, tra cui quello turco, assistiamo a un crescente apprezzamento per il patrimonio locale, la maestria artigianale e i brand culturalmente autentici. Questo non significa necessariamente un rifiuto del lusso globale; piuttosto, i consumatori stanno diventando più selettivi. Cercano prodotti con una storia convincente, una produzione trasparente, un’elevata qualità e una chiara identità. Il patrimonio, l’artigianalità e la sostenibilità stanno diventando importanti quanto il logo stesso».
Ma la simpatia per un brand locale non è sufficiente, ricorda Jay Ishak, Founder e CEO di MyFashionChamber, partecipante al BRICS+ Fashion Summit dalla Malaysia: «Tuttavia, essere un brand locale non basta di per sé. I consumatori più giovani si aspettano comunque un design forte, qualità, una buona vestibilità, prezzi trasparenti, un acquisto digitale comodo e un servizio affidabile». Per il consumatore conta come veste un capo, quanto costa e quanto è facile acquistarlo. Per questo, nel programma business del forum di Mosca si discuterà di come i social network e il commercio online stiano cambiando gli opinion leader della moda e il ruolo della qualità nelle scelte di abbigliamento.

Come capire il nuovo consumatore
A fine settembre Mosca ospiterà un altro importante evento internazionale dedicato alla moda, la Moscow Fashion Week. Lo stilista turco Gökhan Yavaş vi parteciperà per la prima volta e presenterà la collezione maschile Armored Silence. Lo stilista spiega cosa si aspetta da questa esperienza: «Allo stesso tempo, voglio conoscere più da vicino il mercato russo, osservare come la collezione viene accolta da un nuovo pubblico e acquisire prospettive preziose per il futuro sviluppo internazionale del brand». Partecipare a una fashion week di questo livello è uno dei modi più efficaci per conoscere il consumatore di un altro paese.
Yavaş spera di incontrare a Mosca buyer e rappresentanti di negozi interessati ai brand di designer indipendenti. Una conversazione su una collezione specifica può offrirgli un’idea più precisa sulla domanda: quali modelli attireranno questa clientela, quale vestibilità preferiscono e quale prezzo considerano accettabile. Questo feedback sarà utile per capire cosa vale la pena considerare nel lavoro futuro sul nuovo mercato.
Per capire una nuova audience, Jay Ishak suggerisce di considerare le condizioni in cui le persone vivono e acquistano abbigliamento: «Le persone interpretano le tendenze attraverso il loro clima, cultura, religione, preferenze corporee, potere d'acquisto, stile di vita e valori personali. La stessa tendenza può quindi apparire molto diversa a Kuala Lumpur, Mosca, Giacarta, Dubai o Amsterdam». Secondo lei, entrando in un altro mercato, un brand deve adattare dimensioni, tessuti, prezzi e modalità di vendita. Inoltre, sottolinea che i capi con motivi nazionali diventano più attraenti quando sono comodi da indossare ogni giorno: «L’eredità culturale diventa più affascinante quando può essere integrata nella vita quotidiana, anziché essere riservata solo a cerimonie, occasioni ufficiali o turismo».
Per qualsiasi marchio di moda contemporaneo, è fondamentale capire perché una persona desidererebbe aggiungere un suo capo a quello che già indossa. A tal fine, bisogna conoscere le sue abitudini, le richieste di abbigliamento e le possibilità di budget. Alla Moscow Fashion Week, un designer può osservare la reazione di una nuova audience, mentre al BRICS+ Fashion Summit può confrontarla con l’esperienza di specialisti che conoscono i clienti dei loro paesi. La combinazione dei due eventi permette di riunire a Mosca un patrimonio significativo di competenze, con centinaia di esperti e designer provenienti da tutto il mondo.
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