Torna a Torino Matota, il festival per l’infanzia e l’adolescenza ideato e organizzato dall’associazione Babelica APS, giunto alla nona edizione: inaugurazione venerdì 25 settembre, programmazione dal 1° al 4 ottobre 2026. La sede è ancora una volta Cartiera, centro di protagonismo giovanile di via Fossano 8, nella Circoscrizione IV. Quattro giornate, oltre sessanta appuntamenti gratuiti e aperti a tutte e tutti: giovedì e venerdì dedicati alle scuole, sabato e domenica al pubblico e alle famiglie.
Il titolo di quest’anno è «Le Svolte»: i momenti in cui gli assetti sociali, politici e culturali del Paese sono stati messi in discussione, aprendo nuovi spazi di diritti, partecipazione e responsabilità collettiva. Il primo voto libero del 1946 e il voto alle donne, i movimenti studenteschi del 1968, Genova 2001 e il movimento no global, le mobilitazioni per il clima, fino al Covid e all’avvento dell’intelligenza artificiale: sono le sei tappe scelte come bussola per trasformare la memoria storica in educazione civica e immaginazione politica.
La novità: il festival lo progettano i ragazzi
Da questa edizione Matota si dota di due nuove direzioni artistiche giovanili — una under 25 e una under 14 dedicata al cinema — che affiancano la direzione artistica storica in tutte le fasi: ideazione, produzione, comunicazione, ufficio stampa. Il percorso, chiamato Road to Matota, è partito nel marzo 2026 con diciotto ragazze e ragazzi dai 13 anni in su e si è sviluppato in dieci incontri, in collaborazione con ASC Arci Servizio Civile Piemonte, ITER – Città di Torino e la rete dei circoli del Comitato Arci Torino.
«Matota ha un obiettivo ambizioso: spiegare le cose difficili con parole semplici — dichiara Tatjana Giorcelli, presidente di Babelica e direttrice artistica del festival —. Viviamo un tempo pieno di contraddizioni e di difficoltà, soprattutto per chi è giovane: con la letteratura, ma anche con laboratori, incontri, spettacoli ed esperienze dirette, proviamo a dare a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori, qualche strumento in più per decodificare la storia, la democrazia, la società, i diritti. Da questa edizione il Matota non è più un festival "pensato per" i più giovani, ma "costruito con" loro: la direzione under 25 nasce per consegnare ai ragazzi competenze reali di progettazione culturale. È un passaggio di testimone necessario, e credo fondamentale».
Gli appuntamenti da segnalare
• Venerdì 25 settembre, dalle ore 17 – la serata inaugurale. Interamente progettata dalla direzione under 25, si apre con la sfilata del Matota: due ragazze di tredici anni hanno ideato e cucito, con materiali di recupero, abiti che mettono in scena le “svolte” del Novecento. Alle 18 circa il concerto della Aikar Orkestra (associazione Hora que tal), jam session tra musiche dei Balcani e del Mediterraneo, e una merenda condivisa curata dal Frigo di quartiere, progetto Impatto di Nova Coop per il recupero delle eccedenze alimentari.
• Giovedì 1° ottobre, ore 20.30 – G8, sguardi su Genova. A venticinque anni dal G8, una tavola rotonda moderata dai ragazzi della direzione under 25 con Francesca Zanni (podcast «La Sospensione»), Militanza Grafica e Domenico Mungo: raccontare Genova 2001 a chi non c’era, tra romanzo, grafica e podcast.
• Domenica 4 ottobre, ore 16 – «Chi essere tu?» chiese il bruco ad Alice. Incontro interattivo inedito con Emanuela Bussolati, autrice e illustratrice tra le più premiate della letteratura per l’infanzia italiana (Premio Andersen 2010 per Tararì Tararera e Premio Andersen 2013 come miglior autrice completa), dedicato ai cambiamenti del corpo che si attraversano crescendo.
• Domenica 4 ottobre, ore 12.30 – il pranzo del Matota. Dopo il successo della scorsa edizione, torna la grande tavolata aperta a tutte e tutti, momento informale di incontro con autrici e autori del festival.
• Cinema, ore 21. Le proiezioni di «C’è ancora domani» di Paola Cortellesi e del documentario «Futura» di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher sono introdotte e commentate dai ragazzi della direzione artistica cinema under 14.
• Per operatori e genitori, tre appuntamenti: il laboratorio sulla narrazione orale con Simone Saccucci (1° ottobre, ore 17), la comunità di pratica Ripartire dagli immaginari con Vanessa Niri (2 ottobre, ore 17) e Reimmaginare la scuola con Stefano Laffi (3 ottobre, ore 17.30).
Il referendum degli studenti sul registro elettronico
Tra le iniziative promosse dalla direzione under 25 c’è un referendum rivolto agli studenti, che si vota durante le giornate del festival. Due le questioni sul tavolo: il diritto alla disconnessione dei minori, messo in discussione dalla pubblicazione di compiti e note fuori dall’orario scolastico, e la comunicazione dei voti, che l’invio in tempo reale porta spesso alle famiglie prima ancora che agli studenti. Oggi il registro elettronico non beneficia di alcuna disciplina normativa nazionale: la sua gestione è affidata alle regole delle singole scuole in regime di autonomia. Si vota nel corso di tutte le giornate del festival; lo spoglio è pubblico e si tiene domenica 4 ottobre dalle 17, a chiusura del Matota. Il tema è al centro della tavola rotonda I lati oscuri del registro elettronico, sabato 3 ottobre alle 16, con la dirigente scolastica Maria Zindato, il sociologo Stefano Laffi e la pedagogista Vanessa Niri.
«Le giovani generazioni, soprattutto dai 18 anni in giù, vengono ancora percepite come un gruppo più o meno uniforme da studiare e indagare, piuttosto che da capire e ascoltare: ragazze e ragazzi ancora scollegati dalla complessità del mondo e dalle sue dinamiche — spiega Lorenzo Riggio, della direzione artistica under 25 —. Con questo referendum vogliamo dare voce a chi si è stancato di essere percepito solamente come il Futuro, come qualcosa di ancora troppo acerbo per poter essere in grado di decidere da sé. Anche perché le preoccupazioni, le ansie e le speranze non sono un privilegio di pochi, ma la realtà comune, un diritto che spetta a tutti».
Un festival radicato nella città
Matota gode del patrocinio della Città di Torino, della Città Metropolitana e della Circoscrizione IV, che sostiene l’iniziativa fin dalla prima edizione. Il festival cresce in rete con scuole, biblioteche, centri giovanili e realtà del territorio — tra cui Cooperativa Valpiana, Circolo Banfo, Miranda APS, Antiloco, Mirabilia Project e Per Inciso di Genova — e si inserisce nei progetti Cultura e imprenditorialità incardinate nell’economia circolare della Città di Torino, Impatto di Nova Coop e Scuola(è)Comunità, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. Tutte le direzioni artistiche lavorano in confronto con il Comitato Scientifico del festival, composto da insegnanti di scuola primaria e secondaria.