Ore di lavoro eccedenti che i medici non riescono a recuperare, carenze di organico e un blocco delle assunzioni che, per quanto risulta alla Federazione CIMO-FESMED Piemonte, permane nelle aziende sanitarie regionali. Il sindacato chiede alla Regione un confronto urgente per affrontare queste criticità.
«I medici segnalano l’accumulo di ore di lavoro che le aziende non riescono a far recuperare per carenza di personale – dichiara il dott. Vladimir Erardi Bacic, Presidente Regionale della Federazione CIMO-FESMED Piemonte – Il protrarsi di questa situazione mette sotto pressione i professionisti, con rischi per il loro benessere e per la sicurezza delle cure. Il permanere del blocco delle assunzioni aggrava ulteriormente le difficoltà dei servizi. La Regione deve sbloccare immediatamente le assunzioni ed assumersi la responsabilità di affrontare anche il recupero delle eccedenze orarie, affinché i diritti previsti dal contratto trovino concreta attuazione».
Le disposizioni regionali di luglio, mantenute ferme ad agosto in attesa della ricognizione del personale, continuano a suscitare preoccupazione.
Con una nota del 14 agosto, CIMO-FESMED Piemonte aveva chiesto la condivisione dei dati raccolti e l’apertura di un confronto sulle conseguenti scelte organizzative. La richiesta non ha finora ricevuto riscontro e l’incontro previsto per il 18 settembre è stato rinviato. La Federazione chiede ora anche che la Regione raccolga e condivida con le organizzazioni sindacali i dati aggiornati sulle eccedenze orarie non recuperate nelle diverse aziende.
Questi dati dovranno essere esaminati al tavolo regionale, per individuare le misure necessarie a garantire i recuperi spettanti, tenendone conto ai fini del fabbisogno di personale e della programmazione delle assunzioni.
La Federazione chiede inoltre alla Regione di dare alle Aziende Sanitarie indicazioni precise sull’utilizzo delle prestazioni aggiuntive, previste dalla normativa anche e soprattutto per fronteggiare la carenza di organico, oltre che per l’abbattimento delle liste d’attesa, così da venire incontro ai professionisti che lavorano in condizioni di grave sofferenza.
Con una nota odierna, indirizzata all’Assessore alla Sanità e alla Direzione Sanità della Regione Piemonte, la Federazione CIMO-FESMED chiede l’avvio del confronto entro trenta giorni dalla ricezione.
«La Regione condivida i dati sul personale e sulle ore eccedenti non recuperate, rimuova il blocco delle assunzioni e apra il confronto senza ulteriori rinvii – conclude Erardi Bacic –. Ai medici e ai cittadini servono risposte concrete sulla disponibilità di personale e sulla continuità dei servizi».