Attualità - 24 settembre 2026, 18:02

Una vita val bene una pallina: le imprese di Giselle, cane da salvataggio

È stato uno degli animali che ha ricevuto un encomio alla memoria durante la giornata cinofila organizzata dalla Pro loco di Pinerolo

‘Piazza Pinerolese’ racconta le storie dei cani da salvataggio premiati alla Giornata Cinofila di Pinerolo.

Per anni ha ritrovato donne, uomini e animali dispersi nei boschi del torinese e del cuneese, fiutando l’aria per ore e inerpicandosi instancabile per i pendii. E tutto in cambio di una pallina con cui giocare.

Si tratta di Giselle del sansecondese Dino Tron, a cui è stato consegnato un encomio alla memoria.

La pioniera del gruppo di Anpana

Giselle, pastore tedesco nero, ha tenuto a battesimo il gruppo locale della sezione locale di Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente): “L’ho presa nel 2012 e il gruppo di Anpana di cui siamo entrati a far parte è nato a dicembre 2016. È stata coinvolta quindi da subito negli interventi di ricerca di persone scomparse” racconta Tron che è attivo nella Protezione civile di Torino e nell’Aib di San Secondo di Pinerolo.

Ad appena un mese dalla costituzione del gruppo è stata proprio Giselle a portare a casa il primo risultato. A gennaio 2017, a San Secondo di Pinerolo, ritrovava ancora in vita una donna di 84 anni che si era allontanata dalla casa di riposo. E questa è solo la prima di una serie di imprese in cui si è lanciata con determinazione e con l’idea di essere premiata: “Per noi volontari, ciò che ci spinge a dedicarci a questa attività è l’emozione che si prova al ritrovamento di una persona in vita. Per i cani invece è il premio che può consistere in cibo o in qualcosa con cui giocare. Giselle andava entusiasta per le palline”.

Tante palline per i successi di Giselle

Di premi Giselle ne ha ricevuti tanti fino alla paralisi degli arti posteriori che l’ha costretta a rimanere a casa. Per un anno e mezzo Tron l’ha presa in braccio almeno tre volte al giorno per portarla in giardino per fare i suoi bisogni. E poco prima di compiere i tredici anni, nel 2025, è morta. “Giselle era socievole con le persone e con gli altri cani. Non aveva vizi e siamo vissuti in simbiosi” aggiunge Tron.

A ottobre 2018 a Coazze aveva partecipato al ritrovamento ancora in vita di un’insegnate che si era persa nei boschi. Nel 2020, grazie a lei, i proprietari di Naru avevano potuto riabbracciare il loro cane, che vagava da giorni in Val Chisone. Lo stesso anno, dopo ore e ore di ricerche, aveva trovato Sandra, di cui si erano perse le tracce a San Giacomo di Roburent.

Nel 2021 a Villar Pellice aveva contribuito al salvataggio di un uomo, disperso da giorni.

L’ultima corsa finita nel silenzio

L’ultima impresa di cui era stata protagonista, purtroppo, si è conclusa con il ritrovamento di un uomo ormai senza vita in fondo a un pendio scosceso. È successo nel 2022, in Val Sangone.

Che le ricerche si siano chiuse con il ritrovamento di una persona ancora in vita, o con il recupero di una salma, Giselle ha sempre ricevuto in premio la sua pallina per aver portato a termine il suo compito. Ma il finale non era indifferente. Il suo atteggiamento, nei due casi, cambiava: “Quando i cani trovano la persona viva iniziano ad abbaiare e non smettono finché non arriva il loro conduttore. Allora ricevono una carezza e un premio”. Quando invece la persona è senza vita il comportamento è diverso: “Si avvicinano e annusano la faccia, le mani, i piedi. E poi si siedono e rimangono di guardia finché arriviamo noi, ma senza farsi scappare un abbaio” spiega Tron. In entrambi i casi Giselle sapeva di aver portato a termine il suo lavoro e si lasciava sfilare la pettorina con i campanelli, grazie ai quali il suo conduttore riusciva ad individuarla durante le sue corse nei boschi.

Elisa Rollino