La memoria storica, la geografia degli affetti e la percezione fisica del corpo come primo strumento di narrazione e resistenza. Saranno questi i temi al centro dello speciale laboratorio di scrittura creativa condotto dalla scrittrice e giornalista palestinese Sarah Aziza, in programma giovedì 1° ottobre 2026 negli spazi della Scuola Holden di Torino.
L'evento, ospitato in Aula 3 dalle ore 14:30 alle 16:30 e aperto sia agli studenti della scuola sia al pubblico esterno, si terrà a partire dai temi del suo ultimo libro, Corpi e confini (edito in Italia da Gramma e insignito del Palestine Book Awards 2025).
Il corpo come diario tra trauma, identità e memoria di Gaza
Il laboratorio intende proporre una riflessione pratica sul modo in cui l'esperienza fisica può trasformarsi in materia narrativa. Un approccio che rispecchia la struttura del memoir di Aziza, in cui l'autrice intreccia le vicende personali alla storia della propria famiglia, originaria di Gaza e segnata da tre generazioni di esilio.
Il punto di svolta del testo affonda le radici nell'ottobre del 2019, quando Aziza viene ricoverata per un grave disturbo alimentare. La successiva riabilitazione ha spinto la giornalista a interrogarsi sul legame tra l'identità del singolo e le sofferenze collettive del proprio popolo, mettendo in parallelo la fragilità della carne con la resilienza dei corpi palestinesi sotto l'oppressione colonizzatrice.
Dalla Holden al Circolo dei lettori
L'iniziativa pomeridiana alla Holden rappresenterà solo il primo momento della giornata torinese dell'autrice. Nella stessa serata di giovedì 1° ottobre, alle ore 21, Sarah Aziza si sposterà al Circolo dei lettori per la presentazione ufficiale e aperta a tutta la cittadinanza di Corpi e confini.
Sarah Aziza, la cui attività pubblicistica spazia tra New York e il Medio Oriente con firme su testate di primo piano come New York Times, New Yorker, Washington Post, Harper’s e l'italiano Internazionale, porta così sotto la Mole uno sguardo unico sulla scrittura autobiografica, intesa come ponte per esplorare le origini e i confini personali.