Attualità - 28 settembre 2026, 18:38

"Basta morti in strada": domani sera doppio presidio, a Torino e a Milano

Le due iniziative organizzate da FIAB Torino Bike Pride (Torino) e Città delle Persone (Milano)

Foto d'archivio

Luigi Donato, 77 anni, investito sulle strisce in via Antonini da una persona alla guida di una moto. Laura Lebro, 65 anni, travolta sul marciapiede di via Bianca di Savoia da una persona alla guida di un'auto. Davide Di Lernia, morto in moto a Milano. Una persona in bicicletta di circa settant'anni è stata uccisa a Rozzano, investita da una persona alla guida di un pick up in via Brodolini. Nicolò 7 anni, investito da una persona alla guida di un’auto mentre stava andando in bicicletta a scuola lungo il controviale di corso Regina Margherita a Torino. Sono cinque persone che nell'ultima decina di giorni sono uscite di casa e non sono tornate, a causa della violenza stradale.

Per questo il 29 settembre alle ore 19:00 ci ritroveremo in due presìdi simultanei: a Milano, in via Antonini (angolo via Ada Negri, dove è stato ucciso Luigi Donato) e poi in Piazza della Scala, sotto Palazzo Marino; a Torino, sotto il Municipio. Due città, un'unica richiesta: la sicurezza stradale deve diventare una priorità delle istituzioni.

1. Un fatto collettivo, non solo una somma di tragedie private
Ogni caso ha la sua dinamica, e su alcuni le indagini sono ancora in corso. Ma cinque vittime in dieci giorni in due città non sono una fatalità. Sono il segnale di un sistema che non protegge chi si sposta a piedi, in bici o in moto (e neanche in auto). Per questo le istituzioni devono trattarle come un fatto collettivo, a ogni livello. 

Non è accettabile il silenzio dei sindaci e degli assessorati competenti. Non chiediamo loro di assumersi la responsabilità diretta di quanto accaduto. Chiediamo che riconoscano pubblicamente il problema, che si attivino con tutte le risorse disponibili per fare luce sulle cause e che propongano soluzioni efficaci per prevenire le morti sulle strade.  

2. Ridisegnare le strade, cambiare la cultura
Alle amministrazioni che hanno la competenza sulle strade urbane chiediamo di intervenire sulla progettazione. Le carreggiate troppo larghe invitano a superare i limiti di velocità. La sosta in doppia fila toglie visibilità agli attraversamenti, dove pedoni e ciclisti sono più esposti. Servono ridisegno delle carreggiate, la messa in sicurezza di attraversamenti pedonali e una rete di piste ciclabili continue. Servono anche campagne di comunicazione che mettano al primo posto la sicurezza delle persone.

3. Controviali a priorità pedonale e ciclabile, subito
A Torino, e in modo analogo a Milano, chiediamo di trasformare i controviali in strade a priorità pedonale e ciclabile effettiva, con segnaletica chiara,  elementi di moderazione della velocità, riduzione della sosta. Dove è possibile, va limitato il transito veicolare ai soli residenti. 

4. Più controlli, più sanzioni
Ridisegnare le strade non basta se le regole restano sulla carta. La velocità eccessiva e la sosta o le fermate in zone vietate, come doppie file, attraversamenti, marciapiedi e piste ciclabili creano situazioni di pericolo. Chiediamo più controlli e sanzioni effettive contro la guida pericolosa e la sosta irregolare secondo il principio della gerarchia delle responsabilità. Chi conduce il mezzo più pesante e veloce, e quindi può causare i danni più gravi, deve rispondere di più delle proprie scelte.  

5. Le case automobilistiche facciano la loro parte
Non è tollerabile che si producano automobili capaci di superare i 130 km/h, il limite massimo sulle autostrade italiane, e che circolino ogni giorno nelle nostre città a discrezione del guidatore. Chiediamo ai produttori di adeguare la velocità dei veicoli alla strada che si sta percorrendo, potenziando la tecnologia ISA (Intelligent Speed Assistance). Oggi l'ISA è obbligatorio sui veicoli nuovi nell'Unione Europea, ma il conducente può disattivarlo senza conseguenze e spesso si limita a un avviso. Chiediamo che intervenga davvero sulla velocità e che L’ISA non sia disattivabile. Le auto devono essere più sicure sia per chi sta dentro, sia per chi sta fuori dall'abitacolo.

"Non vogliamo più contare le persone morte né commemorarle a posteriori. Vogliamo che chi governa le nostre città,e il nostro paese, si assuma l'impegno di evitare che accada di nuovo. La violenza stradale non è un'emergenza improvvisa, ma un tema collettivo da gestire per arrivare a zero vittime sulla strada" dichiara [Città delle Persone].

In questi giorni si discute di ciclabili, ma a dover essere ripensato è un sistema di mobilità ancora costruito intorno all'auto. Servono strade progettate per essere sicure, che obblighino a rallentare, perché un errore, una distrazione o una perdita di equilibrio non devono più trasformarsi in una tragedia.E finché il cosiddetto decreto autovelox limita i controlli automatici della velocità in città, i Comuni devono usare tutti gli strumenti che hanno già a disposizione” dichiara [FIAB Torino Bike Pride]

Dove e quando

Milano: via Antonini (angolo via Ada Negri), ore 19; a seguire Piazza della Scala, sotto Palazzo Marino, ore 21

Torino: Piazza Palazzo di Città, sotto il Municipio, ore 19

comunicato stampa