Portare la riforma della sanità territoriale dalle norme alla vita quotidiana delle persone: è stato questo il filo conduttore del convegno “Infermieri e territorio: dalla teoria alla pratica". Ostacoli e proposte per il processo di trasformazione della risposta sanitaria territoriale”, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino alla Sala Congressi ATC. Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari, docenti, ricercatori e organizzazioni impegnate nella tutela dei cittadini.
«La trasformazione dell’assistenza territoriale non può restare confinata alle norme o ai nuovi assetti organizzativi: deve diventare un cambiamento concretamente percepibile dai cittadini», ha dichiarato Ivan Bufalo, presidente dell’OPI Torino. «Gli infermieri, per competenze, prossimità e capacità di leggere i bisogni delle persone, rappresentano una risorsa decisiva per costruire servizi più accessibili, integrati e continui. Con questo convegno abbiamo voluto mettere a fuoco la distanza tra teoria e pratica, far emergere le criticità e individuare proposte concretamente applicabili».
Ad aprire i lavori, insieme a Bufalo, sono stati Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino e Valerio Dimonte, professore ordinario di UNITO. La giornata ha poi affrontato le ragioni della riorganizzazione dell’assistenza, le difficoltà nell’attuazione del DM 77 e lo stato dei servizi territoriali in Piemonte. A questo confronto hanno preso parte Antonio Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE; Franco Ripa, direttore generale dell’AO Santa Croce e Carle di Cuneo, e Giusy Casazza, dirigente del Dipartimento Area Sanitaria di AGENAS.
Al centro degli interventi anche il divario tra bisogni dei cittadini e disponibilità dei servizi, il contributo degli infermieri alla trasformazione dell’assistenza e le possibilità offerte dalla telemedicina. Su questi temi sono intervenuti Alessio Terzi, presidente onorario di Cittadinanzattiva; Aurelio Filippini, infermiere componente del Comitato Etico Nazionale, e Federica Riccio, direttrice della Struttura complessa Medicina territoriale e Reti di patologia di Azienda Zero Piemonte.
Le tavole rotonde hanno portato il confronto sul funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità, delle Centrali operative territoriali e dei Punti unici di accesso; sulla formazione e sull’impiego degli infermieri specialisti; sull’uso delle tecnologie e dei dati, con attenzione all’efficacia degli interventi e all’equità di accesso.
Uno spazio significativo è stato dedicato anche alla valorizzazione della ricerca e della produzione scientifica infermieristica. Sono stati 26 i poster in gara per il Premio Miglior Poster, dedicato ai migliori contributi scientifici presentati durante il convegno. Cinque i lavori premiati, realizzati da Giada Di Turi (ASL TO5), Federica Manservisi (ASL Biella), Rebecca Giachino (ASL TO4), Tiziana Polizzi (ASL Città di Torino) e Piera Lucia Bruno (ASL TO3). Un momento che ha permesso di mettere in evidenza esperienze, progettualità e attività di ricerca sviluppate dagli infermieri nei diversi contesti assistenziali del territorio piemontese. «Il futuro della sanità territoriale dipenderà dalla capacità di lavorare insieme e di valorizzare pienamente le competenze di ogni professionista», ha concluso Bufalo. «Come OPI Torino vogliamo che il confronto avviato oggi prosegua e contribuisca a costruire soluzioni condivise. Rafforzare la presenza infermieristica sul territorio significa garantire maggiore continuità assistenziale, intercettare precocemente i bisogni e offrire risposte più vicine alle persone, alle famiglie e alle comunità».