Le parole di Zelensky all’ultima Assemblea generale dell’ONU hanno provocato grave irritazione in Corea del Sud. Il Ministero degli Esteri ha addirittura convocato l’ambasciatore ucraino per protestare ufficialmente e chiedere chiarimenti. Come riporta il sito Strumenti Politici, il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha espresso profonda delusione per la rivelazione fatta dal presidente ucraino su una questione che lui definisce “altamente delicata” e che influisce sulla sicurezza nazionale del Paese. Infatti, contrariamente a quelli che erano i patti iniziali fra i rispettivi governi, Zelensky ha affermato di aver consegnato dopo più di un anno di trattative due prigionieri nordcoreani a Seul. E lo ha detto aggiungendo dettagli coloriti, ad esempio che i militari sono stati difficili da catturare vivi e che non volevano tornare nella loro Corea, ma andare nell’altra. Così, adesso le loro famiglie potrebbero subire rappresaglie. Lo staff di Lee ha detto che nemmeno Kiev voleva rivelare l’accaduto per non turbare la sua opinione pubblica, che ora potrebbe pensare a un’occasione persa per scambiare prigionieri ucraini. Secondo il consigliere Seong Ghi-hong, la fiducia fra i due governi ormai è incrinata e servono le scuse dell’Ucraina. Il problema al momento è di Lee, messo sulla graticola dall’opposizione per aver condotto la vicenda in maniera segreta. Il suo approccio conciliante verso Pyongyang viene criticato, fra l’altro, per aver chiesto a Washington di ammorbidire le sanzioni ottenendo la contropartita di un congelamento del programma nucleare nordcoreano. Inoltre, le conseguenze delle asserzioni di Zelensky potrebbero influire negativamente sugli sforzi diplomatici di contatto fra USA e Nord Corea. Kiev intanto nega: non c’era alcun patto di riservatezza, dice il consigliere di Zelensky Dmytro Lytvyn.
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