Dopo 11 anni don Gianni Carignano passa il testimone a don Dante Ginestrone alla guida delle comunità di Cavour e Villafranca Piemonte. Ad accogliere il nuovo parroco, domani, sabato 3 ottobre, alle 15,30, una cerimonia ufficiale sul sagrato parrocchiale di Cavour, alla quale seguirà la prima messa nella chiesa di San Lorenzo e un rinfresco in Oratorio.
Sacerdote torinese ordinato nel 1987, don Dante, classe 1961, nel corso del suo percorso sacerdotale ha prestato servizio nelle comunità di La Loggia, Moncalieri e Druento. Negli ultimi 8 anni è stato uno dei tre parroci nella Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Carmagnola, insieme a don Giovanni e a don Josif.
La comunicazione dell’ingresso di don Dante era stata data dall’Arcidiocesi di Torino domenica 24 maggio. Domani inizierà il suo nuovo incarico dopo che il cavourese don Gianni, ordinato sacerdote nel 1969 e nel tempo alla guida di più realtà nella Diocesi di Torino, tra Rivoli, Polonghera, Gerbole di Volvera e Baldissero Torinese, ha concluso il suo percorso nelle due parrocchie di Cavour e Villafranca iniziato nel 2015. Due comunità che lo hanno già salutato lo scorso 20 settembre durante la funzione religiosa domenicale a cui sono seguiti la consegna della tessera di socio onorario della ProCavour e un momento conviviale. “In questi 11 anni don Gianni è stato una figura centrale della vita religiosa e civile del territorio: presenza costante, grande esperienza, profonda conoscenza delle persone e delle famiglie”, le parole del sindaco cavourese Sergio Paschetta, che continua: “Essere parroco non è certamente un compito facile. Significa essere un punto di riferimento, saper ascoltare, accompagnare, sostenere, condividere le gioie e, talvolta, stare accanto alle persone proprio quando le parole diventano difficili da trovare. Oggi le nostre strade cambiano un po’ e questo è l’inizio di una nuova parte di cammino”.
Le due comunità hanno preparato un discorso di benvenuto che punta su accoglienza e collaborazione: “Vogliamo con tutto il cuore che tu ti senta “accolto”, non soltanto nelle tue nuove parrocchie, ma anche nei nostri paesi, nelle nostre numerose frazioni, nelle nostre case e nelle nostre famiglie. Ti offriamo quello che abbiamo, le nostre qualità, i nostri talenti, le nostre mani, il nostro tempo, il nostro entusiasmo e la voglia di camminare assieme”.