Attualità - 03 ottobre 2026, 06:05

Il Tavolo Animali e Ambiente contro il piano di caccia della Regione: "Uccelli in sofferenza e loro aumentano i numeri"

Le associazioni ambientaliste criticano il piano venatorio della stagione appena iniziata. Caccia alla pernice bianca sospesa dopo la sentenza del Tar

Maschio di pernice bianca. Foto di Dante Alpe

Il Tavolo Animali e Ambiente, formato da varie associazioni piemontesi, si è schierato contro i piani di caccia della Regione. Al Tavolo siedono Enpa, Lav, Leal, Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, Lida, Lipu, Oipa, Pan, Pro Natura Torino e Sos Gaia, che hanno criticato il numero massimo di capi che potranno essere abbattuti durante la stagione venatoria, iniziata oggi 1° ottobre.

"Ricordiamo che la tipica fauna alpina (pernice bianca, fagiano di monte o gallo forcello e coturnice) è costituita da specie che vivono alle più alte quote alpine e si trovano in una situazione di forte sofferenza, soprattutto a causa dell’alterazione degli ambienti in cui vivono - hanno commentato dal Tavolo -. Rientrano infatti tutte, con qualifiche più o meno gravi, nelle varie liste che identificano le specie a rischio di estinzione. Eppure la nostra Regione cosa fa? Nonostante pareri scientifici quasi unanimi che ne chiedono la protezione assoluta, continua a considerarle specie cacciabili, evidentemente allo scopo di non scontentare una categoria che, per quanto numericamente molto ridotta, è ancora in grado di esercitare forti pressioni politiche".

Le associazioni sottolineano l'aumento dei numeri abbattibili per queste specie: il gallo forcello passa dai 492 nella scorsa stagione e 464 in quella precedente a 596. La coturnice a 635 da 433 e 467.

Sospesa invece la caccia per la pernice bianca, dopo la sentenza del TAR Piemonte che ha accolto un ricorso delle associazioni che chiedevano lo stop a causa della popolazione ridotta della specie.

"Nonostante ciò la Regione ha comunque predisposto i piani di abbattimenti anche per questa specie - ha commentato il Tavolo Animali e Ambiente - sebbene oer il momento siano sospesi. Si tratterebbe di ben 101 capi che sarebbe possibile sterminare, in marcata crescita rispetto ai 60 di due anni fa e agli 81 dell’anno scorso. Numeri senza alcuna logica e senza alcun senso. L’ennesima dimostrazione che la tutela dell’ambiente e della fauna selvatica va bene soltanto per i salotti e i depliant su carta patinata. Ma guai a interferire con gli interessi di potenti lobbies, tra cui quelle venatorie occupano un posto di rilievo".

redazione