La Regione vuole fermare la costruzione della nuova moschea nell'ex Fonderia Nebiolo, dopo l'annuncio da parte della Confederazione Islamica Italiana del rilascio del permesso di costruire, con l'avvio dei lavori a fine 2026. O meglio, un cronoprogramma valido sino a questa mattina.
Regione sulle barricate
Prima che il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone annunciasse di voler presentare un emendamento alla legge regionale urbanistica che introduce il principio del rispetto di “adeguate distanze tra le aree e gli edifici destinati alle diverse attrezzature religiose”.
"Islamizzazione selvaggia"
“È un'assurdità imporre a Torino Nord la seconda moschea d'Europa con un minareto di 20 metri, significa aprire le porte all'islamizzazione selvaggia della nostra città. Ma se Lo Russo intende trasformare Barriera e Aurora in Ceuta troverà la nostra ferma opposizione istituzionale" spiega l'esponente di Fratelli d'Italia. La proposta quindi è di fissare distanze urbanistiche minime per i luoghi di culto.
"Per evitare che vengano posizionati a caso o peggio - rincara l'assessore regionale - ancora secondo il capriccio di Stati esteri intenzionati a mischiare politica e proselitismo in quartieri polveriera già piagati da decenni di immigrazione incontrollata, l'esatto opposto dell'integrazione che dovrebbe assimilare gli stranieri nella cultura della comunità che li ospita".
Il precedente
Il provvedimento della Regione si ispira ad un articolo di legge approvato in passato in Regione Lombardia, rimasto indenne da ben due impugnative in Corte Costituzionale. La giurisprudenza costituzionale riconosce alla competenza legislativa delle Regioni la possibilità di scrivere regole sulla distribuzione degli spazi pubblici disponibili alle diverse confessioni religiose, anche sulla base dell'incidenza sociale sul territorio.
Anche Futuro Nazionale dice no
Ma anche Futuro Nazionale sale sulla barricate contro la nuova moschea nell' ex Fonderia Nebiolo, annunciando tre iniziative istituzionali. In primis il partito di Vannacci depositerà un esposto alla Prefettura di Torino, chiedendo verifiche sulla documentazione economico-finanziaria dell'intervento.
Sarà inoltre presentata una segnalazione alla Regione, chiedendo di acquisire il permesso di costruire e il relativo fascicolo e di verificarne la conformità urbanistico-edilizia. Infine, sarà depositata un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'Interno e al Ministro dell'Economia e delle Finanze per chiedere quali verifiche siano state effettuate sugli aspetti economico-finanziari dell'operazione.
"Vogliamo risposte documentate e trasparenti sull'intera operazione e sull'origine dei fondi utilizzati per la costruzione. Perché l'UCOII non racconta ai torinesi da dove arrivano i soldi per realizzare la moschea?" conclude Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Futuro Nazionale.
Contraria pure Forza Italia
"Prendiamo atto del rilascio del permesso di costruire per il nuovo centro islamico nell’ex Fonderia Nebiolo. Rispettiamo la libertà religiosa garantita dalla Costituzione e il diritto dei musulmani torinesi a pregare in luoghi dignitosi e autorizzati. Ma davanti a un intervento da circa 17 milioni di euro, con una moschea per un migliaio di fedeli, minareto, studentato, biblioteca e spazi culturali, pretendiamo trasparenza assoluta": lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, Marco Fontana, segretario cittadino, Federica Scanderebech, capogruppo degli azzurri in Sala Rossa e Domenico Garcea, vicepresidente del Consiglio comunale di Torino.
"Lo Russo ha scelto di procedere senza un vero confronto pubblico con la città e con il quartiere. Ora pubblichi il piano finanziario, chiarisca governance e controlli, presenti lo studio su traffico e parcheggi e dica quale sarà il destino degli altri luoghi di preghiera. La libertà di culto è un diritto che difendiamo. Trasparenza, sicurezza e reciprocità sono doveri che il sindaco non può eludere", concludono Rosso, Fontana, Scanderebech e Garcea.
"L’area della ex Nebiolo attende da tempo questo progetto di trasformazione di recupero, affinché restituisca vita a questo angolo di territorio e recuperi il degrado. La progettualità della Confederazione islamica è stata costruita attraverso un percorso serio e responsabile, con il Comitato Interfedi di Torino, uno studio di ricerca del Politecnico e tanti attori territoriali. La Regione dovrebbe occuparsi dello Studentato universitario che sorgerà in quell’area. Poco distanti, sono nati due studentati privati mentre i progetti regionali sono ancora fermi. Invece il vicepresidente della giunta Cirio fa della disinformazione a scopo di propaganda elettorale, parlando di ‘islamizzazione selvaggia’. Un luogo di culto moderno, a norma, aperto al territorio è la miglior garanzia per la sicurezza di tutti": lo dichiara Nadia Conticelli, consigliera regionale del Partito Democratico.