Economia e lavoro - 06 ottobre 2026, 15:39

Orologi di lusso, Paolo Cattin: "Quando il mercato vende tutto, la vera rarità rischia di perdere valore"

Il collezionista e studioso del Rolex Daytona analizza l’evoluzione del mercato dell’orologeria di lusso, sempre più influenzato dalla logica finanziaria. Il rischio, secondo Cattin, è confondere prezzo, rarità e reale valore collezionistico

Il mercato globale dell’orologeria di lusso continua a mostrare una capacità di assorbimento sorprendente. Orologi iconici, referenze rare, produzioni recenti, modelli di grande diffusione e pezzi che fino a pochi anni fa avrebbero incontrato una domanda molto più selettiva trovano oggi spazio tra mercato primario, second hand e mercato parallelo.

Un fenomeno che, secondo Paolo Cattin, collezionista e studioso del Rolex Daytona, merita una lettura più attenta rispetto alla semplice osservazione dei prezzi.

«Se tutto diventa desiderabile, forse il desiderio per l’orologio smette di essere il principale motore del mercato. A quel punto entra in gioco soprattutto il denaro», osserva Paolo Cattin.

La trasformazione più importante riguarda infatti il rapporto tra il prodotto e chi lo acquista. Accanto al collezionista tradizionale, disposto a studiare una referenza, conoscerne la storia e conservarla per molti anni, si è sviluppata negli ultimi tempi una componente di mercato che considera l’orologio soprattutto come asset finanziario, con aspettative di rivalutazione spesso indipendenti dal reale interesse per il modello. Secondo Cattin, è proprio questa sovrapposizione tra collezionismo e investimento a modificare gli equilibri del settore.

Alla fine degli anni Novanta, quando iniziò a frequentare più intensamente il mercato internazionale dell’orologeria, la capacità di selezione del pubblico era molto più evidente. La notorietà della Maison rappresentava certamente un elemento importante, ma non garantiva automaticamente la desiderabilità di ogni produzione. Alcune referenze costruivano nel tempo una propria identità collezionistica, altre rimanevano semplicemente prodotti di fascia alta. Il mercato, in altre parole, operava una selezione. Oggi questa distinzione appare più sfumata. L’interesse finanziario che negli ultimi anni ha progressivamente accompagnato il mondo dell’orologeria di lusso ha ampliato la platea degli acquirenti e, allo stesso tempo, ha contribuito a trasformare alcuni modelli in strumenti percepiti di conservazione o crescita del capitale. Una dinamica che può funzionare fintanto che il flusso di domanda rimane elevato.

La questione, secondo Cattin, riguarda ciò che potrebbe accadere nel momento in cui una parte degli acquirenti orientati prevalentemente al rendimento decidesse di spostare il proprio capitale verso altri settori e in uno scenario di questo tipo, una quantità rilevante di orologi potrebbe tornare contemporaneamente sul mercato, mettendo nuovamente alla prova la capacità di distinguere tra valore finanziario temporaneo e reale interesse collezionistico.

«Il punto è ricordare che un prezzo elevato, la rarità e il valore collezionistico sono tre elementi differenti. Possono coincidere, ma appartengono a dinamiche diverse», spiega l’esperto Paolo Cattin.

La rarità, infatti, rappresenta soltanto una delle componenti che contribuiscono alla costruzione del valore di un orologio. A incidere sono anche la storia della referenza, il contesto produttivo, lo stato di conservazione, le configurazioni particolari, la provenienza, la coerenza tra esemplare e documentazione e, soprattutto, la capacità di un modello di mantenere nel tempo un interesse culturale e collezionistico.

È un approccio che Cattin ha maturato attraverso decenni di studio dedicati in particolare al Rolex Daytona Zenith e alle configurazioni originariamente prodotte con cinturino in pelle. Per un collezionista, la ricerca spesso precede l’acquisto, significa ricostruire varianti, confrontare quadranti, studiare dettagli produttivi, seguire per anni una determinata referenza e, talvolta, rivedere nel tempo le proprie convinzioni. Un oggetto apparentemente marginale può acquistare una rilevanza storica inattesa, mentre un modello inizialmente considerato importante può perdere parte del proprio interesse. Ed è proprio questa capacità di analisi che distingue il collezionismo dalla pura logica finanziaria.

«Un collezionista può conservare un orologio per vent’anni anche se il prezzo rimane invariato, perché ciò che possiede continua ad avere un significato per lui. Chi acquista esclusivamente in funzione del rendimento guarda lo stesso oggetto con una prospettiva completamente diversa», sottolinea Paolo Cattin.

Il tema assume particolare importanza in una fase storica in cui il lusso da collezione viene sempre più spesso raccontato attraverso quotazioni, record d’asta e performance sul mercato secondario. Una narrazione che ha avvicinato nuovi pubblici al settore, ma che rischia allo stesso tempo di ridurre oggetti complessi, carichi di storia e cultura manifatturiera, alla sola dimensione economica.

Per Cattin, il futuro dell’orologeria di alta gamma continuerà invece a dipendere dalla presenza di una comunità autentica di appassionati, persone capaci di riconoscere il valore di un orologio anche oltre la sua quotazione, interessate alla storia che rappresenta, al lavoro che contiene e alla possibilità di conservarlo e tramandarlo.

«Le mode cambiano, i capitali si spostano e le opportunità finanziarie seguono nuovi cicli. Il collezionista rimane. Ed è probabilmente proprio nei momenti in cui l’interesse speculativo diminuisce che si comprende quali siano gli orologi destinati davvero a conservare significato e valore nel tempo»*, conclude Paolo Cattin. https://paolocattin.ch

C.S.