Oltre 200 immagini dell’attrice Premio Oscar Jessica Lange sono in mostra fino al 7 febbraio a Palazzo Chiablese. Still image rappresenta la prima esposizione di Jessica Lange in Italia ma è anche la prima mondiale della mostra.
Otto sezioni tematiche
“E' la prima volta che vengo nel nord d’Italia. Torino è bellissima. Passeggiare lungo la città mi ha portato a pensare che deve essere davvero bello vivere qui” dice l’attrice. Suddivisa in otto sezioni tematiche che si concentrano sugli scatti realizzati a partire dalla fine degli anni Novanta.
Vincitrice della statuetta per la sua interpretazione in Tootsie e Blue Sky, ha iniziato a cimentarsi nella fotografia quando era una studentessa all’università del Minnesota e l’ha accompagnata per tutto il corso della sua vita. “Scatto quando vedo qualcosa e che mi colpisce, non per documentare, ma in risposta al momento che si svolge davanti a me” spiega Lange.
Cuore della mostra il ciclo dedicato alla Highway 61 la strada che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Minnesota, terra natale di Lange, fino a New Orleans. Un racconto per immagini in bianco e nero che mostra i grandi cambiamenti e quel che resta delle promesse infrante dal grande sogno americano.
"Stati Uniti mai così in basso"
“Oggi ci rimane qualche speranza per le elezioni di Mid Term - è il commento tranchant dell’attrice e fotografa sulla situazione politica americana - ma ci sono molte forze che lavorano contro. Vedremo cosa succede ma dobbiamo avere la forza e ristabilire un mondo più equo e più giusto. Siamo al punto più basso che mai”.
Tra le foto più recenti quelle realizzate a New York durante il Covid, quando le strade erano vuote e la quotidianità trasformata. “Faccio solo foto in bianco e nero. Non ho affinità con il colore. Per me bianco e nero ha sempre significato molto, non ho mai scattato in digitale o a colori. Per me è evocativo, puoi lavorare sulle ombre, sulle luci e sulle emozioni”.
Presente nelle sezioni anche un focus sulla serie foto pittorica Freak Show nata durante le riprese di American Horror Story cui la Lange ha preso parte. Dal grottesco emerge il lato nascosto di quel sogno americano dove l’esclusione, la vulnerabilità e la destabilizzazione mettono a nudo le fondamenta più oscure di quello stesso immaginario.
Tanti gli scatti suggestivi
“Sono diverse le idee su cui ho lavorato. Ho viaggiato molto in America, ho visto tanti abbandonati, è una cosa che mi ha sempre toccato. Penso a cosa è successo alle famiglie e alle persone che hanno vissuto in quei luoghi. Cosa rimane dopo che quella vita se ne è andata? Non so perché questo aspetto mi ha sempre emozionato tanto. Ci sono poi scatti sui gesti. Questo perché Mentre come attrice trovo interessante e importante la gestualità”.
Suggestivi gli scatti della sezione Messico con fotografie scattate durante la Festa dei Morti a San Miguel de Allende: ombre, corpi, danze, musica popolare, incontri e gesti che animano una dimensione intensa e sensuale.
“Si vede un’architettura di capitoli che creano un panorama che si dipana di fronte agli occhi con una specificità: ci sono fotografie di estrazione completamente diversa, dai viaggi alla fotografia con incisione. Il punto comune è la retina di Jessica Lange” commenta la curatrice Anna Morin.