Nel pomeriggio del 24 settembre, personale della Polizia di Stato, nell'ambito di un'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha dato esecuzione a un'Ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un cittadino marocchino, gravemente indiziato del reato di rapina aggravata e lesioni personali, commessi in questo capoluogo il 30 luglio 2026 ai danni di un uomo anziano.
In particolare, nel pomeriggio del 30 luglio scorso, personale dell'U.P.G.S.P. interveniva in via Cassini, a seguito della segnalazione di una rapina appena consumata in strada. La vittima riferiva di essere stata avvicinata, subito dopo essere uscita dalla propria abitazione, da un soggetto che, con il pretesto di chiedere l'elemosina, le cingeva il collo con una cintura da uomo per poi impossessarsi con violenza di due collane in oro che indossava.
Nell'immediatezza dei fatti, la parte lesa dichiarava di essere in grado di riconoscere il proprio aggressore e successivamente formalizzava denuncia presso gli uffici della Squadra Mobile.
Le indagini avviate dalla Squadra Mobile consentivano di ricostruire la dinamica dell'evento, gli elementi raccolti consentivano pertanto di delineare un quadro indiziario grave, preciso e concordante nei confronti di un soggetto, già noto alle Forze di Polizia e gravato da numerosi precedenti. Le modalità di esecuzione del reato, caratterizzate dall'utilizzo di una cintura per stringere il collo della vittima e dalla scelta di persone anziane particolarmente vulnerabili, evidenziavano una marcata pericolosità sociale e un concreto rischio di reiterazione di reati della stessa specie.
Nel pomeriggio del 24 settembre, personale delle pattuglie "Falco" individuava il sospettato nonché indagato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso, e dava esecuzione all'Ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torino. Al termine delle formalità di rito, l'uomo veniva associato presso la Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente. Dell'esecuzione del provvedimento venivano informati il difensore di fiducia dell'indagato e le competenti Autorità consolari.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza dell'indagato sino alla pronuncia di una sentenza definitiva di condanna. Ciò nondimeno, l'Autorità Giudiziaria, valutati gli elementi raccolti nel corso delle indagini, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e adeguate esigenze cautelari, disponendo l'applicazione della misura della custodia in carcere.