Una guerra non finisce necessariamente quando smettono di cadere le bombe. Nei mari possono restare armi e sostanze tossiche, nei terreni contaminazioni e scorie, mentre interi ecosistemi possono continuare per decenni a portarne le conseguenze. Venerdì 9 ottobre alle 20.45, al Polo Culturale Lombroso16 di Torino, in via Cesare Lombroso 16, il Festival 8 Ambiente invita il pubblico a guardare i conflitti da un punto di vista meno conosciuto ma sempre più attuale: quello delle ferite lasciate sull’ambiente.
Al centro della serata, a ingresso libero e gratuito, ci sarà la proiezione di “Footprints of War”, documentario tedesco del 2013 diretto da Max Mönch. Un film di 44 minuti che attraversa alcune delle eredità ambientali dei conflitti del Novecento, dalle armi finite nei mari alle scorie nucleari fino all’Agent Orange, mostrando come le conseguenze della guerra possano continuare molto tempo dopo la fine dei combattimenti.
Ma quella del 9 ottobre non sarà soltanto una proiezione cinematografica. A dialogare con il pubblico saranno anche gli studenti della classe 1A del Liceo Classico Valsalice, accompagnati dalla professoressa Giuliana Losana. I ragazzi contribuiranno alla conduzione della serata e saranno protagonisti di una performance artistica curata da Stefania Rosso, direttrice artistica dell’APS Liberipensatori Paul Valéry. Cinema, arte e confronto diventeranno così linguaggi diversi per avvicinarsi a un tema complesso e spesso poco raccontato.
«Quando pensiamo alla guerra, il primo pensiero va naturalmente alle vittime e alla distruzione delle città. Ma esiste anche un’eredità meno visibile, che riguarda l’acqua, il suolo, gli animali e gli ecosistemi», sottolinea Giorgio Tartara, presidente di Triciclo OdV ETS. «Con questa serata vorremmo offrire al pubblico l’occasione di scoprire un aspetto di cui si parla ancora troppo poco. E farlo attraverso il cinema, il confronto e lo sguardo dei ragazzi può aiutarci a comprendere meglio quanto la pace riguardi anche il rapporto che abbiamo con l’ambiente».
La serata apre la seconda parte della quarta edizione del Festival 8 Ambiente, promosso dall’Associazione Triciclo OdV ETS nell’anno del suo trentesimo anniversario. Dopo gli appuntamenti dedicati alla salute del suolo, all’agricoltura rigenerativa e alle conseguenze ambientali della produzione industriale, il Festival sposta infatti l’attenzione sul rapporto tra guerra e distruzione degli ecosistemi. «Vorremmo che il Festival fosse prima di tutto un’occasione per incontrarsi, conoscere e discutere insieme», aggiunge Tartara. «Per questo l’invito è rivolto non soltanto a chi già segue i temi ambientali, ma anche a chi sia interessato ad approfondire una prospettiva diversa sulle grandi questioni del nostro tempo».
Il percorso si concluderà venerdì 16 ottobre, sempre al Polo Culturale Lombroso16, con “Divia” di Dmytro Hreshko, dedicato alla catastrofe ecologica provocata dalla guerra in Ucraina.
Il Festival 8 Ambiente è organizzato con il contributo della Circoscrizione 8 della Città di Torino, il patrocinio della Città di Torino e il supporto dei servizi gratuiti del CSV Vol.To, insieme alle realtà partner del progetto.