Attualità - 08 ottobre 2026, 14:29

Da Cottolengo a Giovanni Bosco, parte la candidatura UNESCO per il "Chilometro quadrato della carità"

Stamattina firma del protocollo d'intesa tra Arcidiocesi di Torino, Regione, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT

Stamattina firma del protocollo d'intesa

Con la firma del protocollo d'intesa tra Arcidiocesi di Torino, Regione, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT parte il percorso per la candidatura a Patrimonio UNESCO del “Chilometro quadrato della Carità” di Torino. L'area di Valdocco, con una piccola porzione di Aurora e centro, che ha visto nascere e crescere realtà che a partire dal XIX secolo hanno aiutato concretamente i più poveri.  

I Santi sociali 

Persone che occupavano i gradini più bassi della scala sociale, accompagnati lungo un percorso di uscita dalla marginalità. Ed è in questa porzione dell'attuale Circoscrizione 7 che i santi Giovanni Bosco, Giuseppe Capasso, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano, insieme ai marchesi Giulia e Tancredi di Barolo hanno dato sostanza alla volontà di aiutare il prossimo.

I luoghi 

Dando vita alla Piccola Casa della Provvidenza - Cottolengo, al Santuario della Consolata, al Palazzo e Distretto Sociale Barolo, al Collegio Artigianelli, alla Basilica e complessivo salesiani di Maria Ausiliatrice.

La candidatura 

La candidatura è finalizzata alla “valorizzazione della memoria di un patrimonio di natura storica, valoriale, culturale, sociale, religiosa e spirituale” di uno spazio fisico localmente circoscritto, che ha ispirato un modello di welfare sociale innovativo che - è ricordato nel documento - “continua a essere riferimento a livello mondiale nel suo configurarsi come una pratica culturale (sociale) basata su un partenariato diffuso, che parte dalla cura della persona e non del bisogno, caratterizzata dalla formazione come strumento di emancipazione dalla povertà”.

I commenti 

"La firma di questo protocollo - ha osservato il Cardinale Roberto Repole -é un grandissimo segno di speranza, soprattutto nel mondo di oggi dove l'umanità rischia di scomparire o è troppo depauperata". "Sostenere questa candidatura - ha aggiunto il Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi - vuol dire riconoscere e valorizzare un patrimonio che appartiene alla storia di Torino e che richiama principi quali la solidarietà, la centralità delle persone e l’innovazione sociale, che continuano a orientare il nostro impegno".

Per la presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi: "in un tempo segnato da disuguaglianze e nuove fragilità, questa storia ci ricorda quanto la cura delle persone e la responsabilità verso il bene comune siano radicate nell'identità di Torino".

"In momento storico difficile come questo ,- ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo - il fatto che questa città si focalizzi sul "Chilometro della Carità" ci ricorda quanto sia essenziale non voltarsi dall'altra parte". "Questa iniziativa - ha concluso il governatore Alberto Cirio - ha tutte le caratteristiche per fare bene al nostro Piemonte sia in termini di contagio positivo, ma anche di impatto economico: penso al turismo religioso".

La firma di oggi è solo il primo step. Questo documento avvia un lavoro di ricerca e di approfondimento che costituirà la base per individuare, in dialogo con il Ministero della Cultura, il percorso di candidatura nell'ambito dei programmi UNESCO.